Domenica, 21 agosto 2011: verso il mare

La giornata inizia con una camminata di ca. 5 km, sotto il sole cocente e sull’asfalto rovente nonostante l’ora mattutina. Visitiamo il Museo della Bonifica di Ca’ Vendramin che testimonia la storia del territorio del Delta, divenuto area agricola solo dopo importanti bonifiche ed interventi di ingegneria idraulica . La guida Mara è proprio brava, ma già dopo mezz’ora dobbiamo salutarla, per tornare alle barche e poter finalmente continuare il nostro viaggio.

camminata sotto il sole

Partiamo alle 11:20, tornando sulle nostre remate risaliamo il Po di Venezia per raggiungere il bivio del Po di Gnocca. Il caldo diventa quasi insopportabile, al punto che il tracciato della rotta viene determinato dalle increspature sull’acqua in cerca della brezza: altro che Paul Cayard! Ma eroicamente resistiamo anche all’offerta di un gruppo di turisti in riva che ci vogliono sporgere alcune lattine di birra fresca: quanto li abbiamo rimpianti dopo (non i turisti, le birre!).

Il pilotaggio della caorlina è diventato un lavoro di team tra Lucia (poppa) che non vede ma sente e determina la direzione e Valentina (sentina) che non sente ma vede e le dice dove andare. Inoltre provvede all’allarme tafani. Il sistema funziona alla perfezione e nessuna viene punta. Il Po di Gnocca o della Donzella è sinuoso e verde sulle sponde, ogni tanto si intravedono gli argini oltre i quali spuntano rari tetti di edifici dei piccoli paesini delle Isole di Ariano Polesine e Donzella: Polesinello, Gnocca, Oca Marina, Ca’Lattis, Gorino Sullam, Santa Giulia. Il silenzio è totale e la pace regna. Gli aironi si involano al nostro passaggio e le libellule danzano tra i nostri remi.

preparativi per il pranzo

Alessandra, Colleen, Roberta e Cristina ci hanno preparato un pranzo sontuoso, e appena trovato un approdo con uno spiazzo erboso abbiamo creato un déjeuner sur l’herbe. L’unico motivo a riprendere il viaggio nelle ore più calde è il pensiero ai chilometri restanti della tappa giornaliera. Ma un’inaspettata e piacevolissima brezza marina ci ha incoraggiato a ripartire con brio.

Quando in lontananza abbiamo avvistato il ponte di Barche della Polesella sono cominciati momenti di stressante angoscia: si aprirà o no, -dovevamo avvisare-passerà il bragozzo- dovremmo tornare indietro-? La presenza dell’uomo con il gilet arancio ci ha fatto tirare un sospiro di sollievo – il ponte si apre a sinistra dopo aver scoperto che funi metalliche avrebbero ghigliottinato Sibylle e Valentina se non avessimo lanciato urla e gesti concitati. Proseguiamo verso la foce del Baccucco e lì ci dobbiamo separare dalla nostra chioccia barca appoggio e cerchiamo di attraversare la Sacca di Scardovari. Vuoi la secca, vuoi fondali variati rispetto alla nostra cartografia ci costringono a variare il percorso ed, impavide,dirigerci verso il mare.

Rientriamo per la bocca del Po di Tolle e prendiamo fiato attaccate ad una stazione di servizio. L’ultimo pezzo fino al ostello Bonelli si percorre tra i canneti aver passato un altro ponte per pedoni.

Arriviamo a Bonelli alle ore 19:19. Dopo la cena dobbiamo salutare Katarina, che ci lascerà all’alba per tornare a Venezia. Ci mancherà!

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