18 agosto – in rime

18 08 in versi

Una gran colazion nel giardino sereno
Spiace lasciar questo posto si’ ameno
Ma il sole s’alza, bisogna sortire
Anche stamane dobbiam ripartire.

Pero’ lasciare quel posto ci duole
In questo mattino baciato dal sole.
Or ci raggiunge, ancora ormeggiate,
Un canoista con tre pagaiate
Con lui scambiamo veloci battute
La passion per la voga anche lui non discute.
Le membra dolenti riusciamo a sgranchire
Mentre da Caorle cerchiamo di uscire
L’acqua a favore ci agevola il viaggio,
Lo sguardo coglie il quieto paesaggio
Quand’ecco arriva un gommone scortese
Che senza pensar fa onde a più riprese.
Il vento contro ci porta frescura
Noi proseguiamo, non e’ poi cosi’ dura.
A Falconera giriamo a premando
Cosi’ faremo il giro più grando
Di Vallevecchia scorgiamo il museo,
“Ber un caffè qua saria proprio beo”
Noi di sostare li’ sian ben contente
Dove ci accoglie Martina ridente
C’e’ anche Christl, qui si sta benone,
Fuori ci aspetta un bel solleone
Verso il Baseleghe leste remiamo,
Finche’ Vallevecchia alle spalle lasciamo.
Ecco Bibione a destra si staglia,
Or la contraria ci toglie la voglia
Pur proseguiamo con lento tormento fino alla chiusa che da’ al Tagliamento
Prima di immetterci nel fiume maestoso,
Ci concediamo un po’ di riposo,
Cosi’ le ore più’ calde passiamo
Sotto un boschetto e li’ tosto mangiamo
Le vettovaglie avanzate da ieri
Ora gustiamo assai volentieri,
Quando siam sazie e ben ristorate,
Il solleone affrontiamo svogliate:
Ora ci attende una bella contraria
Fino a Marano, non c’e’ manco aria.
Qui si’ si suda, che pare una sauna,
Ci consoliamo guardando la fauna
I pesci guizzano e un martin pescatore
Ci meraviglia col suo bel colore
Poi son libellule, aironi e garzette,
Che ci accompagnano tra le cannette
Che ci fan sponda finche’ non giungiamo
Alla laguna infin di Marano
O dolce vista, lo sguardo qui spazia
Ma di vogare la ciurma e’ ormai sazia.
Quand’ecco giungere nell’acqua distesa
Proprio una gondola: che bella sorpresa!
Son di Marano i bei vogatori,
Che ora ci guidan un poco al di fuori
Delle rotte normali, noi siam ben contente,
Cosi’ evitiamo di andare più lente
Mentre il bragozzo il canale si becca,
Le rematrici taglian sopra secca
E, meraviglia, peccato esser stanche
Tra quei casoni dirigon le barche
Che fan da corona al fiume Stella,
Rendendo la foce più magica e bella.
Arrivate a MaranoPoi ecco il bragozzo, e in fondo si scorge
Il campanile che dall’acqua sorge
A sovrastare in centro a Marano,
La nostra meta e’ a portata di mano.
Ora ormeggiamo, brindiam con gli amici
Tutte un po’ stanche pero’ assai felici.
Svelte una doccia ed un cambio affrettato
Che per la cena abbiam prenotato
Si mangia pesce in gran compagnia
Si canta assieme e il tempo va via,
Tra un chiacchierare di barche e regate,
Fan troppo presto a passar le serate.
Si fanno inviti per futuri incontri accordi futuri
E’ giunta l’ora di andar tra le coltri.

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