Domenica 19 Agosto Marano – Aquileia

Dopo una notte nelle fresche stanze dell’albergo siamo pronte ad affrontare l’ultima tappa del nostro viaggio di andata: attraversando la laguna di Marano-Grado arriveremo ad Aquileia. I nostri nuovi amici della Remiera Maranese ci aspettano con la loro gondola e ci accompagnano fino a porto Buso attraversando le secche. Ci rendiamo conto quanto preziosa è questa guida appena richiamiamo le spiegazioni della sera prima nei canali appena segnati e sull’ampia secca: lasciare il canale (segnato bene con paletti e rami d’albero) al secondo palo dopo la curva. La curva ancora la percepiamo, ma la rotta che ci fanno Alessandro e Michael che ci precedono sulla secca non assomiglia molto a quello che Silvia aveva segnato sulla sua mappa, e il canale … sche dobbiamo raggiungere, a metà altezza si vedono e non si vedono nel controluce del sole mattutino. La partenza era ritardata rispetto alle nostre previsioni per permetterci di attraversare la secca, ma prima delle 9:00 della mattina non ci sarebbe stata abbastanza acqua. Non potevamo certamente non riconoscere la validità di questa argomentazione e rimandiamo ancora il progetto di partire all’alba per evitare il caldo a mezzogiorno.

Dopo un ora e mezza di vogata raggiungiamo Porto Buso, e salutiamo la gondola Maranese. La scorciatoia è tale che il Bragozzo, pur viaggiando a velocità normale e non a passo di vogatrici, non c’è ancora. Di nuovo tentativi stentati di comunicazione resi più complicati dalla quasi assenza di campo. Alla fine passa un SMS con le coordinate geografiche a mettere in evidenza a quale porto Buso ci troviamo. Nel frattempo le due barche a remi passano l’apertura del porto per raggiungere il canale … che ci porta nella laguna di Grado. Detto così è poca roba, ma c’è una corrente tale che tutte devono vogare a tutta forza per non essere spostate verso la secca e avanzare contro la corrente fortissima. Raggiunto il canale ci facciamo portare dalla marea entrante e facciamo un bel pezzo di strada così, aspettando l’arrivo del bragozzo (e dei cambi di turno), trasportati dalla corrente.

Incontriamo di nuovo flotte di barche a motore, alcune si rendono conto che le loro onde ci rendono al vita difficile, altri non sembrano nemmeno sapere cosa sia un’onda … e pure ne fanno tante e contribuiscono, anche qui, all’erosione delle barene.

La laguna di Grado ha conservato ancora molte piccole isole, ciascuna con il suo casolare da pescatore, più o meno adattato ad esigenze di villeggianti. Soprattutto da quelle abitati da pescatori ci si saluta con entusiasmo. Gli applausi e le facce increduli di chi sente che veniamo da Venezia fanno bene, anche se oggettivamente pensando non si rendono minimamente conto né della fatica, né del nostro piacere di vogare insieme che ci rendono sopportabili, caldo, sole, e sforzi.

Senza guide andiamo più caute, e non osiamo abbandonare il canale tortuoso, ma alla fine prevale la pigrizia e cominciamo tagliare qualche ansa, e quando vediamo passare anche barche a motore, seguiamo il loro esempio e osiamo tagli più grandi, così che vediamo l’indicazione per Aquileia solo in lontananza. Non è un problema, il campanile funge da punto di riferimento già dalla mattina, lo vediamo da varie angolature, ma sempre visibile in fondo. Finalmente sul canale per Aquileia si trasforma in indicatore di rotta e di distanza, che per fortuna si accorcia sempre di più.

Osserviamo ancora le rotte delle barche a motore che, con la marea alta, tagliano sopra la secca, e prendiamo le misure per il nostro ritorno tra due giorni. All’improviso un segnale del bragozzo che esce dal canale e accosta ad un isola. Arrivate al pontile guardiamo un po intimorite le diffide del proprietario e i divieti di accesso. Dato che i cani non facevano parte delle minacce, e non se ne sentono abbaiare, mandiamo in avanscoperta presidente avvocatessa, dato che il posticino vicino al pontile è troppo allettante, una bella ombra sotto alberi alti tali da far passare un po di aria, e addirittura una fontana!
Tornano con il proprietario, un distinto signore, e lo invitiamo ad un bicchiere di prosecco. Lui, da signore, ci ricambia l’invito e ci chiede di visitare la sua isola. E ci lascia preparare il nostro pranzo. Rinunciando a potenziali conquista la sera durante la festa a ballo ci godiamo lo tzatziki (chi sa come si scrive?) preparato dalla Cristina – chi se ne intende dice di non averne mai mangiato uno così buono nemmeno in Grecia.

lavastovigliePer il lavoro del dopo-pranzo si forma una squadra lavastoviglie intorno alla fontana da brevetto, con prelavaggio, lavaggio forte e risciacquo, mentre l’asciugatura viene lasciato al sole.
Dopo il pranzo ci avviamo per la visita dell’isola e del suo proprietario, armate di foccace e prosecco. Scopriamo un piccolo (si fa per dire, sono 11 ettari) paradiso con le viti, gli alberi da frutta e gli olivi. Ci accoglie davanti alla sua casa, dove Marzia lo conquista definitivamente intrattiendo le sue nipotine.

Lui ci offre vini, liquori e dolci; peccato che avevamo già mangiato!

Ovviamente ci siamo di nuovo fermate troppo a lungo, e ci sbrighiamo per affrontare gli ultimi chilometri fino ad Aquileia. La fretta di arrivare è tale da incitare piccole regate tra le due barche a remi, disputate con ogni mezzo, incluso telefonate a Luana per farla smettere di vogare. Davanti al municipio di Aquileia ormeggiamo le barche. Ci aspettano, oltre Cecilia ed i musicisti le due Diane e – grande sorpresa – Orietta, che si è rimessa in sesto in maniera sufficiente da poter affrontare il viaggio in macchina. Che gioia vederla alla fine del canale, davanti al Municipio! La prossima sorpresa ci aspetta nell’ostello: Paolo, il gestore, ha allestito una mostra di foto sue – di regate a Venezia. Allora via ad esaminarle una ad una per riconoscere i personaggi, e alcune di noi (ovviamente solo quelle del gruppo regatanti) si trovano nelle riprese di più di una regata.
Mentre noi ammiriamo le foto, Cristina e Claire, nonostante lo tzatziki (non sappiamo ancora come si scrive 😉 hanno fatto una conquista: un signore le ha riprese, fatto centomila foto di loro e delle barche e le ha, infine, offerto una birra … Ovviamente le ha raggiunte anche ala festa da ballo, che abbiamo organizzato insieme a Paolo dell’ostello e a Cecilia. Per la festa ci raggiungono anche Dino e Lucio da Venezia e, a fine dei balli, Michael e Sandro da Marano. Durante la cena che segue i balli decidiamo di farci socie della REMIERA di Marano, speriamo che le tante nuove presenze femminili non sconvolgano gli equilibri interni …

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