24 Agosto Cortellazzo – Lio Piccolo

24 Agosto: Cortellazzo – Lio Piccolo

Ci alziamo presto, quasi contente di aver passato questa notte (quasi) indenne e di poter tornare ai nostri movimenti consueti, dopo i volteggi sul pavimento duro dello spogliatoio. Allora, colazione al bar e torniamo nelle barche. Salutiamo quelle che si faranno il primo pezzo in autobus, in maniera da alleggerire il bragozzo per il tratto da attraversare in mare. Non sono ancora le nove quando mettiamo le prue verso la bocca del Piave e dopo pochi minuti siamo in mare. Non c’è vento, e le onde sono basse e lunghe. Proviamo stare vicini alla spiaggia, ma non è agevole dato che le onde si innalzano con il fondale basso. All’altezza delle boe che segnano i 500m dalla spiaggia si riesce vogare, e con la corrente a favore procediamo in fretta. I nostri sguardi preoccupati vanno nell’acqua, che è bella limpida, in maniera da farci vedere bene le numerose meduse che navigano sotto di noi. Ne vediamo di tutte le taglie. Ancora speriamo di farcela di fare un ultimo bagno prima di rientrare, ma alla fine, arrivate al faro Piave, ce ne sono talmente tante piccoline che quasi non osiamo mettere i piedi in acqua per rinfrescarci. Niente bagno, che delusione!

Il Sile ci accoglie con una bella contraria, ma ormai ci sarebbe sembrato strano entrare con la marea crescente che ci avrebbe dato una spinta. Passiamo tra le barche che escono verso il mare e gli spettatori in riva. Vicino alla pompa di benzina qualcuno, oltre farci gli applausi, chiede “ma con la benzina siete a posto, vero?”.

Raggiungiamo la conca del Cavallino, dove aspettiamo un buon quarto d’ora prima di poter entrare rimpiangendo la leggera brezza del mare. Dopo poco usciamo dal lato della laguna: una strana impressione tornare nella nostra laguna di Venezia dopo tutto questo viaggio. Alla fine del canale troviamo una mascareta della Remiera Cavallino che ci aspetta e ci scorta fino al nostro approdo alla piazza. Ci offrono da bere, e sono fortunati, perché nessuna avrebbe retta ad uno spritz, tutte si limitano ad acqua minerale. Il tratto in mare, benché meno ondoso dell’andata, ci ha messo a prova, a qualcuno è addirittura venuto quasi il mal di mare coll’onda lunga da poppa.

Ci accampiamo ancora una volta nel parco centrale del paese per pranzare, consumando le ultime scorte di verdure e la frutta comprata lì sul momento.

La pausa termina coll’arrivo delle autorità: ci raggiunge l’assessore provinciale Gianni, insieme ad un team di televisione. Loro si imbarcano con noi per l’ultimo pezzo fino a Lio Piccolo. Il gruppetto di ragazzi della Remiera Cavallino invece ci saluta e va a Lio Piccolo in macchina, dicono che poi di sera non ce l’avrebbero fatto di tornare a remi. Il giro per il canal dell’Arco e il canal dei Bari ci porta in un pezzo di laguna bellissimo, e per quanto sembra, poco trafficato: le poche barche che incontriamo rallentano per non farci onde, magari impressionati dalla telecamera sul bragozzo, o dalla camicia verde dell’assessore? Pur sapendo di essere nella Laguna di Venezia ci sembra di essere altrove, e quasi ci dispiace, perchè all’assessore deve sembrare che non ci siano problemi per andare a remi, e la convivenza tra barche a motore e barche a remi sia del tutto pacifica….

Il percorso passa con interviste, riprese (la caorlina carica anche il cameraman per fare riprese dall’interno della barca) e garette tra le due barche a remi più o meno serie.

Così arriviamo a destinazione a Lio Piccolo addirittura in anticipo (cosa inaudita). Ci aspettano gli abitanti di Lio Piccolo che hanno preparato dolci e cibi con le loro verdure e la loro frutta, gli amici della Canottieri Cavallino. quando arriva il sindaco del Cavallino, mettiamo in scena di nuovo il nostro arrivo … quanto serve arrivare troppo presto …

Foto ricordo, scambio di gagliardetti e auguri con le autorità e ci dedichiamo agli ospiti che sono curiosi prendere un remo in mano, tra cui anche il sindaco Claudio Orazio e qualche abitante di Lio Piccolo. La differenza si vede: più di una delle residenti si rivelava una buona vogatrice, sappiamo dove pescare rinforzi per i prossimi viaggi!

Quando riusciamo montare le tende fa già buio, per la goia delle zanzare che ci trovano indifese perchè impegnate con archi e picchetti, e più di una riesce anche infilarsi all’interno delle tende per continuare il suo pasto durante la notte. La giornata si conclude con un ottima cena all’agriturismo Manciane, insieme ad amici e famigliari che ci hanno raggiunti da Venezia.

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