21 agosto – Rotta a Rivarotta

In piedi siamo già al mattino presto,
Che’ il viaggio a Rivarotta non e’ lesto.
Ci son anche i bagagli da portare
Poiché il bragozzo qui non può arrivare
Per via della gran secca, quindi: avanti!
Portiamoli in caorlina tutti quanti
Fin dove il Capitano ha ormeggiato
Il bragozzo nel mattino soleggiato.
Finito col trasbordo delle borse
Possiam coi remi dare via alle corse,
Ma poco da gioire, ohimè, troviamo
Nella contraria subito imbattiamo:
Che’ da Aquileia noi desiam sortire,
E l’acqua invece qui volea venire.
Mannaggia, già la vedo proprio dura
Di giungere a concluder l’avventura.
Ma l’arte esercitiam senza vergogna
Di andare sopra secca alla bisogna,
E s’anche la marea è ancora bassa
Tagliam le curve almen dove si passa.
Un pescator, nell’aria ancora fresca,
Rientrando solitario dalla pesca,
Scorgendoci saluta con veemenza
E mostra assai per noi benevolenza
Curioso incontro questo si rivela,
Toglie il cappello: ch’è una donna svela!
Così, tra una barena ed un Casone,
Giungiam a Porto Buso in distensione.
Ragazze, l’acqua entra, è chiara e fresca,
Siamo in orario, un bagno ci rinfresca
Attente alla corrente, come tira!
E un banco di meduse intorno gira.
Allora si riparte via veloci,
Del fiume alla ricerca delle foci.
Intanto, per non fare un largo giro,
Tentiam di fare in secca tutto un tiro.
Con tutte ‘ste barene, dove andiamo?
Il ghebo giusto prender confidiamo.
Quand’ecco ci accostiamo a un isolotto,
Al massimo di metri sei per otto,
E tosto con reciproca sorpresa
Scorgiamo una donna al sol distesa
Nel pontiletto appresso al suo casone
Stupita di veder delle persone:
“E voi cosa ci fate inver costì,
Che qui non passa niuno tutto il dì?”
“Non abbia tema, presto ce ne andiamo,
Le foci dello Stella noi cerchiamo”
“Son qui di fronte, non vi preoccupate
Ancor pochi minuti ed arrivate!”
Ora pur noi scorgiamo là davanti
Un varco tra le ripe circostanti
Addentro ad un canale ci infiliamo
Con il bragozzo alfin ci ritroviamo.
Scegliamo un casone per far sosta,
Con fronde e tavolon che par lì apposta,
All’ombra tosto il desco lì imbandiamo:
Qui si sta ben, così ci riposiamo
Almen fino a che il caldo va a scemare,
Con la frescura poi potrem remare.
Così verso le quattro, un po’ restie
Lasciamo il cason per nuove vie.
Sappiamo da principio, il fiume scende,
Noi lo saliam, fatica ora ci attende.
La foce è cheta, passiamo le balanze,
Di certo innanzi iniziano le danze.
Voghiamo tra i boschetti che si addensano
“Non va poi mal” le rematrici pensano
“Fin qui il contrarion non ci fa danno
Le nostre braccia ancora ce la fanno”.
Verso le sei scorgiamo una marina
Con ristorante-bar e riva vicina
Sembra ideale qui fare una pausa,
Senza che di ritardo poi sia causa
Non ci sono avventori, data l’ora,
Però i gestori sono tutti fora
Incuriositi chiedono chi siamo,
Le barche a remi dove dirigiamo.
La meta resa nota, son straniti
Della nostra ambizion assai stupiti.
Ci dicono “Più in alto il fiume corre,
Avanti non potrete i remi porre,
Che’ i flutti son rapidi e ferali
Ci sono gorghi e legni assai fatali
Già col trenta cavalli il viaggio è duro,
Dovrete rinunciar, questo è sicuro.”
Sorbiamo fresche bibite e diciamo
“Per nulla al mondo adesso rinunciamo:
Sicuramente lor non han coscienza
Di quindici puledre la potenza!”
Con la dubbiosa gente, mentre andiamo,
Che certo riuscirem noi scommettiamo.
Le sei e mezza son quando salpiamo,
Il peggio ancor ci attende: dài, remiamo!
L’orgoglio ormai ferito, e preoccupate,
“Se non giungiam, ove starem accampate?
La notte presto sul fiume distende
Un vel di buio che già quasi scende.
Il fiume ancora scorre inver tranquillo,
Sarà anche faticoso, ma che bello!
Si scorgon case, siamo a Precenicco
Del campanile al settimo rintocco.
Ma avanti affronteremo gogrhi strani,
Tronchi divelti e perigli immani:
Allor vieppiù, con lena rinnovata,
Teniamo vigorosa la vogata.
Nel mentre la luce del rivo al tramonto
Sparge un incanto ch’è senza confronto.
Passiamo Palazzolo all’imbrunire,
Siam quasi giunte, saprem progredire?
Un tronco disteso, con rami sporgenti
Nel mezzo del fiume a tagliar le correnti,
Si pone di intralcio alla navigazione:
Possiam superarlo, ma con attenzione!
Il passaggio è insidioso e la vegetazione
Dalle ripe scoscese ci porge ostruzione.
Ma noi procediamo, impavide e stolide
Le braccia ancor reggono, le barche son solide.
E sempre attendendo del fiume la foga
Guardiamo lontano, badimo alla voga
Tra breve la notte inghiottirà tutto,
Se non arriviamo sarà proprio brutto!
Con questi pensieri sentiamo un motore,
Rovina l’incanto con questo rumore…
“Heilà, proprio voi, dove ve ne andate?
Più indietro è l’approdo che tanto agognate!”
Un’ansa più sotto, dal verde oscurato,
Ci stava un passaggio, ma chi l’ha notato?
Girata la prua, attente: si vola!
La barca veloce ora scende da sola.
Or verso l’approdo volgiamo la rotta
Delle otto al rintocco siam a Rivarotta!
Su, presto all’albergo a fare una doccia,
poi all’agriturismo a fare bisboccia.
E mentre ceniamo, provate e felici,
Vediamo qui giungere dei volti amici:
Della voga Marano il gentil Presidente
ci porta le tessere, ne siam ben contente!
Infine, agli scettici telefoniamo:
Siam bell’e arrivate, doman ripassiamo;
Verremo da voi a bere il caffè
(La soddisfazion non sapete quant’è!!!)

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2 thoughts on “21 agosto – Rotta a Rivarotta

  1. Belle le poesie ma sarebbe bello leggere qualcosa in più in questo blog. Oltre ai resoconti manca un po’ una chiusura generale a tutta la spedizione di quest’anno con le vostre opinioni. Mi piacerebbe sapere cosa state facendo adesso. Vi seguo dall’anno scorso ma non ho capito se siete un gruppo autonomo o se siete la associazione sportiva Giudecca. Non sono veneziana quindi l’unico modo per vedere le vostre avventure è questo sito.

    Ciao Eleonora,
    grazie per il tuo commento sul blog, e per l’interesse nelle nostre imprese.
    per rispondere ad alcune delle tue domande:
    che facciamo adesso?
    siamo un gruppo non strutturato, siamo (quasi) tutte socie della stessa remiera, dove ci vediamo, secondo le nostre possibilità, più o meno regolarmente per vogare insieme.
    tirare le somme dopo il viaggio ? non so, penso che tutte siano state contente e l’unica vera conclusione è che viaggeremo anche l’anno prossimo.
    scrivere di ciò che facciamo adesso mi risulta difficile per motivi di tempo, e poi nemmeno tanto nel spirito del blog, dato che era dedicato al viaggio e siamo tutte ritornate alla nostra vita quotidiana.
    penso comunque che, appena trovo un po di tempo, inserirò molto più foto e Silvia sta ancora lavorando sui racconti in rima.
    cordiali saluti
    Maggie

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