17 Agosto: Tirot a Felonica!

Questa mattina, come fossimo delle qualsiasi comuni abitanti di terraferma, arriviamo all’attracco delle barche tutte in automobile. La tappa odierna è corta: 30 km, sulla scia della corrente del grande fiume, sono proprio un gioco da ragazzi. Perciò partiamo con la calma, dopo aver salutato tutti i soci della canottieri, incluso Cesare, che ci scorta per un pezzo.

Pian piano ci stiamo abituando alla vogata sul fiume: seguiamo i segnali che posizionati sulle rive annunciano l’approssimarsi delle anse e il conseguente formarsi delle secche, cercando i lati più profondi e con più corrente. Chissà se a qualcuna non possa servire anche come insegnamento per capire le correnti in laguna!? Per la pausa pranzo troviamo il pontile presso una società nautica con annesso ristorante. I proprietari del ristorante e i soci del club ci accolgono con grande gentilezza e disponibilità, nonostante abbiamo subito messo in chiaro che non avremmo usufruito del servizio ristorante, ma semmai del caffè dopo aver consumato le nostre provviste.

Castelmassa

Castelmassa

Pranziamo, ci riposiamo e qualcuna si avventura in perlustrazione del paese nascosto dietro all’argine, Castelmassa: sembra saltato fuori da un film di Don Camillo e Peppone. e infatti, la piazza del paese, così leggiamo in un’insegna di informazioni turistiche, è rappresentata sulla prima edizione del libro del Guareschi.

MAG_4889 Qualcun’altra si dedica invece alla pulizia della barca e al bucato, sembriamo delle casalinghe piuttosto che delle vogatrici agguerrite. Finalmente verso le 17:00 ci muoviamo nuovamente, per arrivare quasi subito a Felonica. La nostra meta dista solo 6 km da Castelmassa. Puntualmente alle 18:00 giungiamo alla Canottieri di Felonica, e dimostriamo che abbiamo imparato la lezione per l’attracco, apprese a Castelmassa. Meno male, perchè ci sono molti occhi critici. Ci attendono i soci della canottieri, ma anche la Sindaca Annalisa, e ci hanno preparato un rinfresco a base di Tirot, una specialità riconosciuta recentemente presidio Slow Food. Confermiamo che vale la pena tutelare questo prodotto, come il salame (non ancora presidio slow food, ma nondimeno buonissimo) i dolci e il vino.MAG_4902 MAG_4895

Stiamo insieme e chiacchieriamo sull’arte della voga e sulle diverse abitudini di navigazione e alla fine Lino, il presidente della canottieri, ci mostra come si vogano le loro batele alla valesana. Siamo impressionate e gli regaliamo, unico uomo che finora l’ha ricevuta, una maglietta del Po di donne.MAG_4907

Tra i presenti c’è anche il presidente del nuovo Museo della Guerra. ci offre una visita guidata all’esposizione, nata con l’obiettivo di mantenere viva la memoria di un capitolo poco conosciuto dell’ultima fase della Seconda Guerra Mondiale.L’avanzata delle truppe alleate coinvolse anche gli argini del Po. Siamo impressionate dai reperti esposti, che comprendono molti oggetti personali rinvenuti nella zona, attrezzi e componenti meccanici delle macchine di guerra che sono stati successivamente “riciclati” dai contadini per migliorare i propri macchinari e carri. Impariamo anche l’origine della parolaccia veneziana “goldone”, che deriva, come ci spiega il direttore, dal marchio di preservativi utilizzato dai soldati statunitensi “Gold One”. Pensate un po’ per quanto tempo un’espressione del genere si è conservata e come si è…tramandata.

MAG_4929 MAG_4920 Nel frattempo chi ha raggiunto MAG_4921Michele, l’amico di Cristina, che ci aveva promesso una serata di poesia. Ascoltiamo la recita di poesie sue e di poeti dell’area del Delta e del nord-est, incluso quelle di Biagio Marin di Grado, che incontrano un particolare favore da parte della nostra Gradense, Natascia. L’atmosfera è MAG_4922magica: stiamo sedute sulla zattera sopra al fiume, sotto lìultima luce del tramonto e guardiamo l’acqua che corre. Peccato che siamo un po’ stanche e un po’ preoccupate, perchè nessuna ha ancora visto il quartiere per la notte. Ma la macchina che ci accompagna all’alloggio arriva, salutiamo Michele che torna a casa, Cri e Luana che dormono in barca e partiamo verso l’agriturismo.

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