Taglio di Po – Rosolina Mare

La notte di accampamento nella casa della signora Nella (nonchè nonna di Tania) finisce  con i racconti mattutini su chi ha sentito russare chi e quanto … Poi la signora Nella viene e ci annuncia che ci sta preparando il caffè nella cucina al piano di sotto. Facciamo presto a cambiare i nostri piani che prevedevano una colazione in bragozzo e aggiungiamo i nostri croissant  (grazie a Massimo che ce li aveva portati da Caorle) all’ottimo caffè della signora. MAG_5073Arrivate al bragozzo, Isabella ci guida lungo l’argine, per una camminata di una decina di minuti  fino alla tenuta Zen, (qualcuna rammenta il brutto ricordo della camminata di due anni prima per raggiungere il museo della Bonifica, che ci avevano detto essere vicinissimo al paese, mentre camminammo per 4 chilometri!). Villa Zen è una villa settecentesca veneziana immersa in un parco con alberi imponenti. Ci apre la signora Elaine, che ha trasformato parte della sua casa in azienda agrituristica. MAG_5066A noi mostra la parte padronale della villa, dove abita con la famiglia. Ammiriamo gli interni e gli arredi che sono il risultato del sovrapporsi di storie della sua famiglia e di quella degli antenati di suo marito. Con il suo delicato humour irlandese ci racconta aneddoti sulla casa e su alcuni oggetti che ha ritrovato in soffitta. Sentiamo parlare di Lord Byron, di Rupert Erwitt e del Re del Belgio, tutti ospiti, in qualche momento più o meno recente, della casa. Vediamo quadri che rappresentano gli antenati della famiglia e oggetti raccolti nel tempo, tra cui una cazzuola utilizzata dalla regina Victoria.
MAG_5070MAG_5071Concludiamo la visita nella cappelletta della villa, accompagnate dai cani della Signora Elaine. La salutiamo dopo aver scattato l’immancabile foto ricordo di gruppo sulla terrazza, e con una dedica da parte della signora per il nostro diario di bordo. Ritornate alle barche ci prepariamo alla partenza, sotto gli occhi vigili di Isabella e dell’assessore.

È ormai mezzogiorno quando ci stacchiamo dal pontile e ci dirigiamo verso la conca Contarina. Ultimo saluto al Po e ci infiliamo nel canale di Brondolo, sperando di rivedere la nostra stazione di “rifornimento carburante”. Era stata il memorabile luogo di sosta per uno dei pranzi durante il nostro primo viaggio, tutte ne conserviamo un ricordo di forte contrasto tra l’odore del gasolio e la bontà del pranzo, un miscuglio assurdo. Ma si trattava dell’unico punto d’ombra sul lungo canale rettilineo fra Adige e Rosolina e la tabella con scritto “rifornimento carburante” era piuttosto convincente dopo aver vogato sotto il sole cocente. Invece ce la nasconde il Michelangelo, un’ imbarcazione da crociera fluviale, che abbiamo già visto tante volte a Venezia. Peccato, una foto per rinfrescare la memoria sarebbe stata carina. Il canale prosegue in linea retta e nonostante il fatto che abbiamo cambiato direzione, il vento continua a soffiarci in prua, ci sarà qualcosa di difettoso… sia come sia, anche se la tappa odierna è corta, ci stanchiamo un bel po’. Alle due attraversiamo la conca di Cavanella e arriviamo sull’Adige L’acqua del fiume ci sembra un po’ più limpida, quasi come avesse conservato il colore dei ghiacciai. MAG_5074Pranzo in barca subito dopo l’uscita dalla conca e scendiamo l’Adige seguendo le sue curve.

Quando arriviamo alla darsena Fossone, ci aspetta già l’assessore alla cultura e al turismo, nonchè Vicesindaco di Rosolina, che si era anche attivato per farci avere un posto sicuro per le nostre barche nella darsena.  Siamo commosse dell’accoglienza che ci viene offerta, e accettiamo volentieri l’inivito di ri-incontrarci in piazza alle nove di sera, per una breve presentazione della nostra iniziativa. Nella darsena le nostre imbarcazioni così diverse dai “soliti” motoscafi suscitano molta attenzione e curiosità e raccontiamo tante volte la nostra impresa.MAG_5080

Ma prima riusciamo a tuffarci velocemente in mare anche per ingannare l’attesa mentre le nostre stanze vengono preparate, e poi è già quasi ora di andare in piazza.

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Piccolo problema: abbiamo forse sottovalutato che a Rosolina Mare, nonostante sia una piccola località balneare, ci sono più piazze, e ci impieghiamo un po’ a capire che quella giusta non è quella vicina al nostro albergo. Quando ce ne accorgiamo sono già quasi le nove, e la piazza dove ci attendono si trova dall’altra parte del paese. OLYMPUS DIGITAL CAMERAOLYMPUS DIGITAL CAMERAArriviamo allora con un forte ritardo per trovarci finalmente davanti ad un palco preparato per un concerto (dei Pink Floyd?). Chiediamo mille volte scusa per l’inconveniente, e ci fanno salire sul palco illuminato dai fari: quasi impossibile vedere chi ci sta guardando, ma sembra un’audience consistente; che emozione! Luana presenta il nostro gruppo e racconta la nostra impresa. Ciascuna riceve un colorato omaggio: un bel mazzo di fiori con in mezzo un radicchio rosso!

OLYMPUS DIGITAL CAMERACon i nostri mazzi di fiori (e la nostra fame) giriamo, un po smarrite in mezzo a giostre e gelaterie, e ci sentiamo catapultate in un mondo sconosciuto. Questo luogo fatto di luci abbaglianti e suoni assordanti, contrasta con quanto con i tramonti sul Po e i silenzi del fiume che abbiamo raccolto in questi giorni, Anche se la cordialità delle persone che ci accolgono è la stessa in ogni luogo.

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