Lunedì 11 agosto da Jericho, Oxford a Kings Lock

Lunedì: inizia il nostro viaggio a remi. Facciamo i bagagli e ci dirigiamo verso la “boathouse” nella quale la City Barge ricovera le sue barche. In sei prendiamo in consegna i tre sandoli che utilizzeremo per il nostro viaggio. Risaliamo il Tamigi lungo l’abitato di Oxford e ci infiliamo nel canale dove si trova il cantiere con la nostra houseboat che qui chiamano narrowboat, perché lunga e stretta. All’inizio del canale, troviamo la prima chiusa da azionare autonomamente, applicando tutte le istruzioni ricevute da Richard e gli altri. Fortunatamente si palesa lui poco dopo, perché alle prese con cremagliere e pinnacoli rossi e bianchi non siamo proprio sicure di aver applicato la giusta procedura. Dopo alcune centinai di metri, lungo le banchine del canale, vediamo alcune narrowboats, e tra esse la nostra “Brasenose”, la barca che ci ospiterà durante il viaggio: una barca  stretta (meno di tre metri) e lunga 22, utile ad ospitare le 14 vogatrici. I proprietari del cantiere si avvicinano e guardano con curiosità le nostre barche a remi: non avevano mai visto barche alla veneta e non avevano idea di quanto spazio avrebbero necessitato per la sosta. Spostano un narrowboat più piccolo per creare lo spazio utile a ormeggiare le tre barche, un po’ preoccupati che il vento non le sposti verso il centro del canale ostruendo il passaggio: molti canali sono larghi poco più di due “narrowboats”.

MAG_6693Il tempo di fare la spesa, salutare Richard e iniziano le lezioni: la prima per quelle che saranno responsabili della lunga barca: la capitana Cristina, e le sue assistenti Elaine, Colleen, Sybille e Maggie, scelte essenzialmente per le loro capacità …linguistiche. La seconda per tutte le utenti della barca: come funzionano acqua, gas e i servizi del nostro “ostello galleggiante”, che dispone di due bagni e 12 letti. I proprietari ci danno anche alcuni consigli su dove ci si può legare di notte e piantare la tenda e informano gli addetti delle prime chiuse del nostro arrivo.

MAG_6694Verso le tre e mezza finalmente si parte, prima i tre sandoli, che passano la chiusa insieme e procedono verso il fiume.  Mostriamo alle altre i prati comuni e il bellissimo paesaggio di pascoli con alberi e siepi, lungo il fiume. La narrowboat parte dopo con a bordo, oltre Cristina, anche un tecnico per la lezione di guida in viaggio per Cristina, che risulta “solo” un tantino preoccupata per la lunghezza (e il peso) del barcone. Il tecnico ci accompagna fino al Kings Lock, il posto dove passeremo la notte.

Procediamo vogando e aspettiamo il narrowboat alla prima chiusa: questa volta i tempi di viaggio sono dettati dalla velocità della barca a motore, non dalla forza delle nostre braccia. Molte delle chiuse sul Tamigi sono servite dal personale dell’Agenzia per l’Ambiente Inglese, così impariamo piano piano sotto la guida dei “Lockkeeper” come azionare le saracinesche che regolano il flusso d’acqua e gestire al meglio la presenza del narrowboat con a fianco tre barche leggere di legno.

Alla seconda chiusa Kings Lock ci fermiamo e ormeggiamo la barca per la notte. il posto di ancoraggio è gestito dal Lockkeeper, e chiediamo a lui il permesso anche per montare una tenda: Richard ce ne aveva prestato una, considerando che eravamo due donne in più dei posti letti disponibili nella nostra casa galleggiante. Nonostante la presenza di diverse scouts e campeggiatrici scafate (Marzia, Maggie, Luana, Sybille) sono necessari almeno tre tentativi di comporre aste, lacci, tende interne ed esterne per assicurarci un ricovero per la notte. Alla fine ci troviamo davanti ad una tenda da circo: immensa, di dimensione familiare, così che qualcuna si preoccupava che in due non si riesca a riscaldarla a sufficienza con il proprio calore, visto che il vento nel frattempo è rinfrescato. (Preoccupazione superflua considerata la qualità dei sacchi a pelo che Richard ci ha prestato). Risotto di ortiche, squisito, e tante ciacole e scherzi sono il condimento della nostra serata.

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