Domenica, 17 Agosto: Dorchester – Oxford

Domenica mattina, di nuovo  ci alziamo presto, visto che il programma si annuncia impegnativo: risalita fino a Oxford, dove ci aspettano gli amici del City Barge per la consegna dei sandoli e l’ultima serata da passare in compagnia.
Prima di affrontare il viaggio, dobbiamo però svolgere un’importante manovra: girare il narrowboat in un punto del fiume che è si, più largo, ma non tanto di più di quanto è lungo il narrowboat. Ci accordiamo per un piano di manovra: aiutate da vento e corrente usiamo i picchetti piantati in riva per far girare la poppa verso valle: un gioco di squadra con ruoli a terra per spostare le cime tra un picchetto e l’altro, e in acqua per governare la barca e allertare eventuali altri natanti che potrebbero spuntare dalla curva in qualsiasi momento. Il tutto dura una breve frazione di tempo in paragone al tempo dedicato alle discussioni preparative alla manovra, e viene accompagnato da un trambusto di voci, comandi urlati e grida, meno male che siamo in campagna!MAG_6835
La giornata è ventosa e grigia, e se ce n’eravamo dimenticate per la tensione della manovra, salite in barca ce ne accorgiamo subito, e prima di Iffley Lock arriva uno scroscio di acqua che ci bagna completamente. Anche se ormai siamo abituate al continuo alternarsi di sole e pioggia, questo acquazzone era un po troppo per i nostri gusti e ci ha lasciate completamente inzuppate. Chi ha cercato di raggiungere il narrowboat per ripararsi, non ha fatto in tempo, prima che si potesse raggiungere la barca  la pioggia è già cessata, lasciandoci però un bel carico di acqua piovana tra i sanconi.
All’ora di pranzo siamo di nuovo a Abingdon, e scopriamo che sul prato lungo il fiume si sta svolgendo una gara di pony.
Dalle spiegazioni sull’andamento della gara  e i risultati raggiunti dalla propria squadra da parte degli adulti accompagnatori,  traspare un mondo che ha poco da invidiare a quello del calcio giovanile (avete mai osservato il dialogo tra la mamma di una promessa del calcio e l’allenatore? nessun altro bambino raggiunge la bravura del proprio che dovrà vincere ad ogni costo). Mentre una bambina cade da cavallo, percepiamo i commenti del pubblico vicino a noi che si augura altre cadute in maniera da far vincere la propria figlia. Scopriamo così un lato nuovo nel carattere degli inglesi (se mai un carattere nazionale esiste), finora ci erano apparsi estremamente gentili e tranquilli.
Torniamo alla barca, qualcuna osserva, anticipando le conclusioni sull’esperienza di viaggio sul Tamigi, che solo raramente abbiamo visto oggetti di plastica o altri rifiuti galleggiare nell’acqua o appesi alla vegetazione sulle rive, considerando che durante l’inverno c’erano state delle inondazioni importanti, questo parla veramente di un senso di civiltà profondo.
Il personale delle chiuse solo in parte è di ruolo, spesso viene affiancato da volontari che dedicano una  parte del proprio tempo libero al fiume e alla navigazione. Alle chiuse da azionare autonomamente abbiamo sempre trovato qualcuno pronto a dare una mano (e anche noi, man mano che diventavamo pratiche delle operazioni di apertura e chiusura, assistevamo altri viaggiatori).
Così l’ultimo giorno diventa già un riepilogo e ricordo della settimana passata sul fiume, quasi per dire che un po’ sentiamo la stanchezza, e un po’ ci prepariamo all’inevitabile conclusione di questa bella avventura. Ripercorriamo il tratto tra Abingdon e Oxford ricordandoci che cosa avevamo visto durante la discesa e ripetendo le informazioni dateci da Pauline sul paesaggio, una collina con una fortezza medievale, castelli, ville e piccole boat houses o cavane sul fiume.IMG_0155-0
A Sandford Lock ci viene incontro Piero, un lidense trasferito a Oxford e socio del City Barge, che aveva saputo da Richard che saremmo passate da lì. Superata la chiusa, lo vediamo seduto sul suo bel prato in riva al fiume insieme alla sua compagna, davanti a lui il suo sciopon, e dietro il gonfalone di San Marco. E’ ovvio salutarlo con un “alzaremi”. La chiusa successiva è già Iffley Lock con la sua architettura particolarmente romantica, ponti coperti, in mezzo ad un mare di fiori. Siamo talmente prese nel fare foto che non vediamo Pauline, Sue, Richard e Jim che ci salutano dalla riva. Pauline e Sue salgono a bordo del sandolo piccolo e insieme voghiamo gli ultimi metri fino al boathouse del City Barge.
MAG_6840 MAG_6839Pulizia e ricovero delle barche, un brindisi e poi ci sbrighiamo per portare il narrowboat al posto scelto per la notte, subito dopo Osney Lock. MAG_6838Superare la chiusa dura più del previsto, visto che il meccanismo della chiusa, da azionare con un sistema elettronico, si è bloccato. Un gentile navigatore in discesa ci aiuta, spiegandoci che si potrebbe riassettarla riempendola e poi svuotandola di nuovo, ovvio che con questo scende anche lui con la barca. Siamo un po’ tese perchè si fa sera e il narrowboat non ha luci di posizione (quanto sono corretti e ligi questi inglesi!), ma per fortuna, uscite dal lock, ci aspetta una bella riva dotata di bitte, tutte libere, meno male.

IMG_0275-0.JPGRichard ha prenotato un tavolo per la cena in un pub proprio sul posto, e per noi significa che scendendo dalla barca dobbiamo solo attraversarIMG_0280e una piccola strada per raggiungerlo.
Insieme a Jim, Pauline e Sue del City Barge festeggiamo la conclusione del viaggio con birra, molte patatine e dei piatti buonissimi. Ah già: non solo in barca (grande cuoca Cri!), ma anche nei Pub abbiamo sempre mangiato bene, per quanto si parli male della cucina inglese, noi non abbiamo avuto alcuna delusione, senza ricorrere per altro ai tanti ristoranti etnici dall’aspetto allettante, che abbiamo visto e che qualcuna avrebbe testato più che volentieri).
Poi spacchettiamo di nuovo regali: una maglietta e gagliardetto per Richard, e grandissima sorpresa, da Richard coccarde blu (che corrispondono alle nostre bandiere rosse)
per tutte noi.DSCF0039

 

Annunci

One thought on “Domenica, 17 Agosto: Dorchester – Oxford

  1. Ciao donne!
    Oltre che a congratularmi con voi, e con un pizzico di invidia, sono proprio curiosa di sentire da Cristina, la sensazione di portare quella mega barca, pardon narrowboat..ma ci sentiamo e spero vediamo presto. Deltabacioni.
    Isabella

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...