Giorno sette: il ritorno

La mattina è fresca e ci coglie nel sonno, ma abbiamo un appuntamento alla remiera di Portosecco per riprendere le barche, non possiamo tardare: è la mattina di Ferragosto, sono venuti appositamente per noi! Colazione, pulizia e riordino della casa che ci ha ospitate. Arrivando alla remiera, vediamo che sopra ai tetti degli edifici stanno recuperando le tende dei gazebo della festa, volati via con la tempesta.

danno dalla tromba d'aria

Danni alle strutture della Sagra di Portosecco causate dal temporale di ieri notte.

La caorlina è piena d’acqua, ma asciugandola con sessola e spugne in 10 minuti è pronta per riprendere il viaggio. “Non c’è nessuno che fa questi viaggi come voi” ci dice Giorgio Rosada, mentre ci aiuta alla gru a rimettere le barche in acqua insieme a Federico, suo fratello e presidente della remiera.

Abbiamo deciso di rinunciare alla visita al Casone Millecampi, dato che oggi le forze non sono sufficienti per completare questo tratto del nostro viaggio. Da Portosecco ci dicono che non ci vuole molto tempo per raggiungerlo e in questa mattina limpida si vede bene il grande edificio ricostruito in mezzo alla laguna. Ci hanno persino offerto le loro barche nel caso volessimo fare questa escursione in un’altra occasione.

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updd gg7 portosecco bagno lagunaRipartiamo dirette a Poveglia, È sempre molto emozionante ritornare in laguna, i grandi spazi, le isole, i campanili di Venezia che ci indicano la direzione.

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Fa sempre piacere una pausa per un bel bagno…

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Rinfrescate e rinvigorite, si riparte verso la nostra remiera, e lì ritroviamo Maggie e Sibylle che insieme ad alcuni mariti hanno preparato il pranzo per accoglierci. La riva si riempie dei nostri bagagli, barche, forcole e remi vengono subito puliti e riposti nei magazzini.

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Dopo pranzo, piano piano cominciamo a salutarci, non vediamo l’ora di tornare a casa, ma nello stesso tempo si prova un po’ di malinconia a lasciarci. Siamo tutte d’accordo che anche questo è stato un percorso molto bello, una scoperta di luoghi vicini, speciali e poco conosciuti, un incontro fra persone e uno scambio, una prova di forza e di pazienza, un viaggio sull’acqua per ristabilire un contatto fluente e indissolubile con questo elemento così vitale per noi e per la città in cui viviamo.

L’ultima impresa: sistemare il bragozzo di Cri.

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