Martedì 23 agosto: le conche di navigazione francesi.

Alle 9.15 siamo pronte e attente ad apprendere quanto serve durante il corso veloce di uso delle chiuse e i rudimenti della navigazione sui canali bretoni. Per fortuna il guardiano della chiusa ha avviato, appositamente per noi, il video in italiano, così ci accorgiamo subito che funzionano come quelle inglesi. L’esperienza conta, ormai siamo donne navigate!

Lezione di navigazione

Lezione di navigazione

Ci apprestiamo quindi a passare la nostra prima chiusa, Indossiamo i salvagente, scendiamo a fare le manovre insieme al responsabile della conca e siamo ligie agli insegnamenti appena appresi. la barca a motore entra per prima e le barche a remi la seguono. Abbiamo un piccolo capannello di gente che ci osserva incuriosito dalla sommità della chiusa. Tutti riconoscono subito la gondola e di conseguenza ci chiedono se siamo veneziane, ma la domanda più frequente è se siamo arrivate da Venezia fin qui in barca.
Iniziamo a vogare, la via d’acqua è verde come le siepi che la circondano.image

imageOgni tanto incontriamo qualche ciclista che si ferma a scattare una foto e ci saluta dall’argine, è raro trovare altri imageequipaggi. Quattro chilometri e siamo alla chiusa di Tindière, altri due e siamo a quella di La Rabinière è qui ci fermiamo per il pranzo. Dopo il primo passaggio siamo diventate abilissime nelle manovre e nell’ormeggio all’interno delle chiuse, ma quattro barche in movimento e tutte le operazioni di apertura e chiusura delle porte con relativo svuotamento e riempimento d”acqua, costano parecchio tempo.
Ci aspettavamo un clima fresco e ci siamo pure attrezzate per la pioggia, ma per il momento la Bretagna ci sta offrendo un clima torrido al pari delle settimane calde che abbiamo vissuto durante i viaggi a remi in acque nostrane.
Ci attardiamo all’ombra, non abbiamo coraggio di ritornare in barca sotto il sole che scotta la pelle. La fatica maggiore di oggi non è nello sforzo della voga, ma nelle ore di attesa sotto il sole durante i passaggi nelle chiuse. Dopo La Robinière, infatti La Haie Pacoret, Cramezeul e Le Pas d’Hèric si trovano circa a un chilometro l’ una dall’altra e il nostro viaggio di conseguenza va molto a rilento. La maggior parte delle chiuse di oggi sono azionate da studenti che trovano così un lavoro durante le vacanze estive come  ci  racconta una delle ragazze mentre aspettiamo che la chiusa si riempia. Lei studia veterinaria, un’altra viene da una facoltà di belle arti. Quando arriviamo a La Remaudais sono già le sette passate e la chiusa è chiusa. ci fermiamo per la notte.

La cena viene preparata da Maggie e Colleen che si cimentano in una ricetta favolosa di pullet avec du riz sur un Lit de sauce des peches, ognion avec une neige de curry. E mentre la notte scende intorno a noi, assaporiamo una cenetta che sarà difficile eguagliare.

Frasi del giorno:
– a tavola: non finiamo la pausa pranzo, prima vogliamo vedere che il camembert faccia i primi passi. (Il camembert è veramente buono quando diventa liquido)
– mentre siamo stese sul’erba: e se restassimo qui finchè arriva giovedì? (giovedì dovremo passare nuovamente di qua)

 

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