Lunedì 22 agosto: aspettando l’houseboat

Abbiamo appuntamento alle 9 all’ufficio di noleggio dell’houseboat e al club “aviron”di canottaggio. Ci siamo divise in gruppi per preparare le barche e fare la spesa. Come sempre le rispettive famiglie ci hanno preparato una colazione abbondante e si sono organizzate per aiutarci con i bagagli e con i preparativi per la partenza. Purtroppo, diversamente da quanto comunicatoci telefonicamente, la barca a motore, che da oggi sarà la nostra casa, ci viene consegnata solo nel pomeriggio. Gli imprevisti ovviamente sono una componente del viaggiare e noi non ci facciamo trovare impreparate. Eccoci pronte con il piano B. Lasciamo le valigie in Remiera, e ci regaliamo una vogata lungo il fiume Erdre in direzione di Nantes. Le rive sono coperte da una fitta vegetazione verde, interrotta di tanto in tanto da un prato rasato, da un pascolo o da una piccola piana che ospita una panchina solitaria. Sul breve tratto di fiume che visitiamo in un’ora di voga, abbiamo visto ben cinque castelli dalla mole imponente, ognuno circondato dal parco che arriva fino all’acqua e con torri e torrioni che sfuggono dalla cima degli alberi. image

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Il fiume è vissuto: incontriamo piccole barche a motore o a vela e canoe, pontili e darsene, paesi adagiati agli argini, vacche al pascolo e un gruppo di bambini impegnati in una lezione di vela. Approfittiamo di un molo per legare le barche e scendere a terra per uno spuntino.
imageDue impiegati arrivano con il loro pranzo e due sedie e si accomodano poco lontano, accanto all’acqua. Pensiamo alle rive di Venezia, si potrebbe fare anche da noi una pausa pranzo così rilassante, forse.

 

Sfilata per il Fotografo

Sfilata per il Fotografo

Torniamo in paese, Dominique ci raggiunge per un servizio fotografico. E finalmente ci consegnano la barca a motore. È piuttosto grande, ma non potrebbe essere altrimenti, siamo in dieci, ci spiegano come funziona e le regole di navigazione, bene.

Bagagli

Bagagli

Facciamo un breve passaggio con la gondola in Remiera e portiamo i bagagli alla barca, poi la spesa e siamo pronte a partire. Sono già le cinque del pomeriggio e qualcuna vorrebbe rimanere al porto di Sucè, ma buona parte del gruppo sceglie di raggiungere la prima chiusa di Quinhaix del canale Nantes – Brest. Sei chilometri sono un’ora di viaggio a remi, arriviamo in orario, ma il responsabile non ci fa passare perchè prima è necessario guardare un video sul funzionamento delle porte e non c’è abbastanza tempo, ci indica però il pontile dove è possibile passare la notte. Legate le barche, ci concediamo una bella doccia e una buona pasta. Colleen aveva predisposto una rotazione nelle stanze per agevolare anche chi deve sistemarsi nella sala pranzo, ma scopriamo che la zona più scomoda è la camera sotto alla zona cucina, che abbiamo subito soprannominato “cuccia”. Troviamo il tempo per scherzare su questo aspetto, senza trovare una nuova soluzione su come turnarci per la notte nelle varie postazioni.Il silenzio della notte è interrotto da guizzi, palpiti e suoni che non conosciamo più. Il buio è totale a parte le stelle che rivestono la cupola sopra di noi.imageimage

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