Mercoledì, 24 agosto: una via verde acqua.

Silenzio e verde, la casina della chiusa di La Remaudais sembra il disegno di un libro di fiabe. A colazione c’è caffè, pane, marmellata e yogurt, frutta, crépes e tanto buon umore. Quando arriva il responsabile della chiusa e ci chiede di passare perchè ci sono altre barche in attesa, ci coglie impreparate. Ma siamo subito reattive e in pochi minuti siamo alle barche e passiamo le porte. Siamo al punto più alto dell’idrovia “le bief de Bout de Bois” e ora si inizia a scendere. Il canale da Nantes a Brest, creato da Napoleone per unire la Loira con il brest è St. Malo, consentiva il trasporto di merci evitando la costa frastagliata e insidiosa e sopratutto i porti bloccati dalla Marina inglese.

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Viaggiamo sempre lungo un canale pensile, una strada liquida che corre fra basse rive in un tunnel di alberi e siepi. Il paesaggio circostante rimane occultato al nostro sguardo, se non quando una fattoria si fa spazio fino al canale, allora incrociamo capre e cavalli o qualche vacca al pascolo che, cessando per un istante il suo ruminare, alza i suoi grandi e pacifici occhi al nostro passaggio. A Le Chevallerie passiamo sotto al ponte e davanti al campebgio con il bar. Non c’è quasi nessuno, solo alla conca di navigazione di Le Terrier troviamo da poter scambiare qualche parola. Il caldo è intenso, anche quest’ anno potremo dire di aver viaggiato nella settina più calda dell”estate.

Desperate housewives, ossia Un Po' Di Donne con un po' di cambusa

Desperate housewives, ossia Un Po’ Di Donne con un po’ di cambusa

Dopo le chiuse di Le Prée arriviamo a Blain, una piccola cittadina conosciuta per il porto e il maestoso castello. Qui facciamo la spesa, in otto anche questa incombenza diventa puro divertimento e due carrelli si riempiono velocemente di cibi sfiziosi e salutari, vini della regione e succhi di frutta. A dire il vero nessuna ha voglia di tornare ai remi sotto il sole cocente, ma per fortuna si alza un po’ di vento e ripartiamo. imageimageDa qui dobbiamo tornare indietro e rinunciare a una tappa del programma. La barca infatti ci è stata data più tardi rispetto al previsto e dobbiamo arrivare all’Erdre entro domani sera perché l’idrovia verrà chiusa in occasione del Festival sul fiume che non consente imbarcazioni a motore. Voghiamo nel pomeriggio seguendo il lato ombroso del canale. imageLentamente, arriviamo alla conca di Le Pais d’Héric, sono ormai le otto di sera e ci concediamo un aperitivo colorato dei riflessi del tramonto. Alcune anatre nuotano intorno alle nostre barche. La cena è una festa, tagliatelle con zucchine, insalata di patate, macedonia e vino della regione. Poco prima di coricarci un calabrone entra nella houseboat creando un po’ di trambusto e lasciando una dolorosa puntura sul pollice di Marzia.image
Appena il calabrone è scacciato, ne arriva un altro, e questo ci suggerisce di barricarci dentro alla barca, nel caso ci fosse un alveare proprio qui vicino. Ma con le finestre chiuse si soffoca, cerchiamo di aprire qualche spiraglio d’aria, improvvisiamo delle zanzariere alle finestre più piccole, spegniamo le luci e …poi finalmente ci addormentiamo.

 

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