Sabato 27 agosto Il Club Aviron e la passione per la veneta.

La notte è trascorsa quieta, pensavamo che al porto ci fosse più disturbo e invece abbiamo dormito bene. Alle 9,30 ci rechiamo al club per partecipare alla giornata sull’ Erdre in barca. Salutiamo Orietta e Michela che rientrano a Venezia. Siamo lo stesso un bel gruppo, usiamo tutte le barche venete e anche qualche canoa. Il lago di Sucé si riempie di vele colorate che navigano verxo Nantes. E noi seguiamo, come ipnotizzate, l’ondeggiare di drappi che catturano il vento, traslando scafi da una riva all’altra del grande bacino d’acqua. Sembrano foglie trasportate dalla corrente, barchette giocattolo sospinte dal soffio lieve di bambini. Rispondiamo al “buongiorno” di quanti ci si rivolgono con simpatia riconoscendo le barche veneziane. Ma come è arrivata la voga veneta in questo piccolo borgo della Bretagna? Ce lo racconta Catherine la presidente del club Aviron, nato nel 1996. Ci sono una settantina di soci, di cui 14 praticano la voga veneta. C’è l’attrezzatura per 15 persone, forcole e remi per armare un gondolino, una mascareta, un sandolo e due gondole. Il progetto è nato grazie al presidente onorario Alain Tanguy che vent’anni fa era responsabile di un club dilettantistico di canottaggio a Nantes. Durante un Rendezvous sur Erdre incontrò alcuni veneziani della remiera Diadora e fu invitato a Venezia per imparare a vogare. Da qui l`idea di creare una nuova società di canottaggio con la sezione di voga veneta. La struttura della sede attuale è stata costruita nel 2013 dal comune ed è in gestione al club. Sandolo e mascareta sono arrivati rispettivamente dalla società Diadora e da un premio della Vogalonga 2002. Il gondolino è stato costruito sul posto e le gondole hanno una storia originale. Durante le riprese di un film girato a Versailles, la produzione acquistò due gondole, ma si ritrovò senza gondolieri. I gondolieri veneziani, infatti, declinarono l`invito a partecipare perchè non era prevista una ricompensa adeguata. Così intervennero i soci di Sucé che, per il loro aiuto, ottennero una gondola in omaggio. La seconda gondola fu utilizzata nella lavorazione del film “Les adieux a la reine” e anche in questo caso i soci di Aviron furono interpellati per condurla. A lavori ultimati fu proposto loro di acquistarla ad un prezzo vantaggioso, invece di riportare la gondola a Venezia, visto che i costi di trasporto erano molto onerosi.Che bella storia. A due chilometri da Nantes ormeggiamo sulla riva del fiume per il pique nique e restiamo in dolce ozio a lungo. Quando si tratta di proseguire, il gruppo ha idee contrastanti, c’è chi propone di raggiungere Nantes e chi vuole tornare indietro, e nell’indecisione, si torna tutti a Sucé. Laviamo e sistemiamo le barche, è il nostro ultimo giorno di voga in Bretagna. Ora siamo stanche, ma non si tratta solamente di fatica fisica. I nostri viaggi sono sempre imbottiti di tante cose, occupazioni ed emozioni: la quotidianità condivisa in spazi ristretti, la gestione del viaggio e dell’attrezzatura, le relazioni con nuove persone.

Ma siamo anche piene di gratitudine per questa nuova e straordinaria esperienza.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...