Venerdi 26 agosto: Il festival sull’acqua.

Ci alziamo presto per far colazione e portare la barca a motore al porto di Sucé. Vogliamo partecipare al Rendezvous sur Erdre con le barche a remi e il corteo passa nel punto dove ci troviamo verso le 11. Parte infatti da Nort che si trova sei chilometri a est. Dominique si è offerto di riaccompagnare chi arriva al porto alle barche a remi. Ci attardiamo però nel prepararci e pure per fare una foto di gruppo, considerato che a partire da sabato alcune di noi inizieranno a partire. Insomma i tempi si dilatano, ma come ogni giorno, riusciamo a gestire al meglio anche i momenti di attesa. Ci mettiamo a pulire le barche, a riordinare le varie attrezzature. A insaputa le une delle altre, i due gruppi, a distanza di chilometri, lavorano e sistemano le varie imbarcazioni. Chi ha tempo non aspetti tempo! Il corteo di vele e barche storiche di varia foggia inizia intanto a sfilare. Mentre ci mettiamo ai remi ci viene incontro un sandolo a quattro: sono gli amici del City Barge di Oxford. Che bello ritrovarci in questa occasione. Ci accodiamo alla sfilata, si alza un po’ di vento, la giornata è comunque calda. C’è musica, si naviga lentamente. Ci raggiungono Joseph e Christine in gondolino e ci fermiamo per il pic-nic sul prato al centro vela sul Mazerolles, con centinaia di altre persone. Due organetti intonano delle ballate bretoni e non ci facciamo sfuggire l’occasione per ballare. La giornata si espande, fluida e lenta, alterniamo riposo, parole, scambi. Un altoparlante annuncia l’inizio della regata a vela e cosi torniamo in barca per raggiungere Sucè. Sistemiamo le barche al club Aviron e ci fermiamo per bere qualcosa. Abbiamo la gola arsa dalla sete, continua a fare molto caldo e il sole scotta fino al tramonto. Oggi finisce una parte del viaggio bretone, lasciamo la via solitaria, le conche di navigazioni fiorite, il fruscio del vento fra gli alberi, le sere silenziose passate sotto a un tetto di stelle. Da domani siamo ospiti del club e vogheremo insieme agli amici francesi, verso Nantes. Ma ora dobbiamo preparare qualcosa per la cena al club. Insalata di patate, melanzane al funghetto, parmigiana. Beh, la cena è ottima, la compagnia allegra e vivace, allietata da canti veneziani e francesi. Alle stonature non fa caso nessuno, per fortuna. Con un po’ di malizia ci rivelano anche di aver scherzato sull’arrivo delle dieci veneziane a Sucé, perché il nome del paese ha un significato particolare… Ma noi non vogliamo svelarlo, è tardi. Ma non per tutte. Alcune, sulla via del rientro, attratte da una musica coinvolgente, lasciano il gruppo e si lanciano in balli sfrenati nella piazza del paese. Sembra che il tempo si sia fermato e la stanchezza dissolta in una nuvola di musica e allegria.Lo scoccare della mezzanotte riporta le “ribelli scatenate” sulla via di casa, stanche ma felici. Buonanotte.

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