Lunedi 29 agosto: Nantes

Avevamo deciso di alzarci presto, ma nessuna di noi ha messo la sveglia. Alle 7,20 balziamo in piedi, dobbiamo far colazione, fare le valigie, pulire la barca e sbarcare alle 9. Per fortuna siamo state previdenti e tutte queste operazioni le abbiamo iniziate ieri sera. Ora dobbiamo finire i dettagli: pulire i bagni, svuotare il frigorifero e chiudere le borse. Siamo in perfetto orario, lasciamo tutte le nostre masserizie a casa di Elise e Dominique e prendiamo il treno per Nantes. Ci aspetta Brigitte per farci da guida. È molto gentile e premurosa, ha pensato a un itinerario per farci scoprire la città e la sua storia.
Nantes infatti era la capitale del Regno e del Ducato di Bretagna, prima della sua annessione alla Francia, ed è una città ricca di monumenti. Sorta alla confluenza dell’Erdre con la Loira, a pochi chilometri di distanza dall’Oceano Atlantico, è una città dinamica, che ha saputo trasformarsi e innovarsi. Fu uno dei porti principali francesi e a partire dall’Ottocento, dopo l’ abolizione della schiavitù, si sviluppò come centro industriale. A l’Île de Nantes, dove un tempo sorgevano i cantieri navali, spostati a Saint Nazaire alla fine del 1900, ora si trova un parco pubblico, ridisegnato conservando i segni dell’antica funzione, un interessante centro culturale e universitario. Qui si possono vedere “Les Machines” un parco divertimenti tematico, dove un gruppo di meccanici-artisti ha costruito delle macchine fantastiche ispirate ai racconti di Giulio Verne, nato proprio qui, a Nantes. Il servizio di trasporto pubblico della città ha ripristinato il collegamento in battello delle due sponde della Loira. E noi ne approfittiamo per visitare il vecchio quartiere dei pescatori con le viuzze strette e le casine colorate come a Burano. Passeggiamo poi nella città vecchia, dove i palazzi più antichi sfilano accanto a quelli più recenti. La guerra ha distrutto Nantes e molte zone non si sono potute recuperare. A piazza Graslin entriamo alla Brasserie La Cigale per un caffè. E’ un ristorante elegante e decorato con maioliche di fine ‘800, da non perdere.
Poi la galleria nel centro. A sera torniamo a Sucé e Catherine, Dominique, Elise con Edgadr e Victoire, Philippe e Isabelle si uniscono a noi. L’ultima cena sull’Erdre è piacevole e siamo proprio felici di poter ricambiare con questo invito, almeno in parte, la loro gentilezza. Ci facciamo promettere di venire a trovarci a Venezia. Gerard, Therese, Joseph, Carole, Alain, Loch e tanti altri amici li abbiamo salutati nei giorni precedenti.
Si, è stato un viaggio molto particolare dal punto di vista umano e questo ha trasmesso al gruppo un sentimento di benessere e gratitudine per questa esperienza.

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