16 Agosto: Grado – Bibione – Vallevecchia

Se l’attraversata in mare è stata tranquilla e senza traffico di navi (era una buona idea partire a Ferragosto), come entriamo in laguna ci ritroviamo circondate da una miriade di imbarcazioni a motore che ci guardano con curiosità e ci fanno pure i complimenti. Peccato non abbiano nessuna intuizione sul fatto che ci rallegrerebbe altrettanto se rallentassero.

La sosta al santuario mariano è stata piacevole, una pausa di silenzio nella concitazione della folla che troviamo a Grado. Chiediamo di anticipare la colazione per partire relativamente presto. Ci aspetta una giornata impegnativa, abbiamo dovuto aggiungere molti chilometri alla tappa giornaliera, per questioni logistiche. L’incognita della traversata in mare infatti, ci ha indotte a cercare delle sistemazioni duttili, adattabili a eventuali cambiamenti di data legati alle condizioni meteorologiche. Dunque barche a vela, ostelli e case di amici e conoscenti si sono rivelate, in questo viaggio, le sistemazioni ideali.

Partiamo perciò alla volta di Grado, dove troviamo Nataschia e Sara che ci accompagnano per un tratto con la loro mascareta. Nataschia infatti ci saluta qui, indicandoci il canale verso Venezia, la laguna di Grado è un dedalo di canali.

I primi chilometri sono particolarmente piacevoli, si seguono le briccole che segnano le vie d’acqua fra un isolotto e l’altro, ognuno con il suo casone ancora coperto dal tetto in canna palustre. Le reti da pesca segnalano in modo inconfondibile I bassi fondali coperti da folte praterie acquatiche. Sono visibili le ampie curve della Litoranea, cerchiamo di tagliare sopra secca, andiamo a intuito. Cerchiamo di inseguire un pescatore, che sta controllando le reti da posta, per chiedere consiglio, ma riceviamo come risposta solo una brusca virata e un repentino allontanamento.

Marano e Lignano si stagliano sulla nostra strada, punti cardinali l’una verso la terraferma, l’altra verso il mare. Noi dobbiamo puntare verso sud, restando in mezzo alle due città. Abbiamo qualche incertezza, ma poi scegliamo di alternare tagli sopra secca a tratti  in canale. Il sole brucia oggi, non da tregua. Vorremmo fermarci oltre il Tagliamento, alla conca di Bevazzana, memori di una riva ombrosa utilizzata durante il nostro secondo viaggio. Ci fermiamo qualche chilometro prima, in paese, proprio vicino alla chiesa dove troviamo un prato all’ombra di pini e lecci. Ugo ed Ester ci vengono a salutare, stanno seguendo il nostro viaggio con particolare attenzione e partecipazione emotiva, li sentiamo quasi tutti i giorni. Del resto Ugo e Gigi sono fra gli amici veneziani che hanno sostenuto il progetto delle donne Piranesi fin dall’esordio.

Quando appoggiamo i remi in barca e i piedi a terra, siamo davvero stremate. Ma la pausa del pranzo ci restituisce energia. In verità, a noi Veneziane, da molta forza la determinazione delle nostre compagne Piranesi. Si sono messe ai remi e in viaggio con disponibilità e serenità ammirevoli. Se la nostra esperienza nella voga alla veneta è indubbiamente maggiore, il loro spirito di adattamento e la loro resistenza sono  ingredienti di traino per tutto il gruppo.

Ripartiamo, dunque, consapevoli di avere davanti ancora un paio d’ore di voga. Il canale di Lugugnana con i suoi argini e canneti è una via inconfondibile verso Bibione e la sua laguna. L’argine di Vallevecchia poi ci accompagna fino alle 19. Sembra non finire mai questa giornata, ma c’è sempre qualcuna che, nei momenti più faticosi, cerca di sviare l’attenzione con qualche racconto spassoso o qualche canto stonato e altrettanto divertente.

Raggiungiamo finalmente lo spazio acqueo al Mazarak, leghiamo le barche e scarichiamo i bagagli.

Decidiamo di fermarci a prendere una pizza sulla strada che porta all’ostello, senza cambiarci per la cena. Sarebbe troppo faticoso coprire a piedi il chilometro di distanza fra l’argine dove sono ormeggiate le barche e dove è situata la pizzeria e l’ostello, per poi tornare indietro a cena. Dopo oltre 45 chilometri di voga è meglio concedersi la cena a un’ora ragionevole. E’ la scelta giusta: cibo e bevande fresche riportano il buonumore  e riusciamo a finire la serata raccontando aneddoti dei precedenti viaggi, ovviamente quelli più divertenti. Da Pirano intanto ci raggiunge Elettra, accompagnata da Miha. Massimo invece è venuto a prendere Claudia, Maggie e Silvia che tornano a casa.

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