18 agosto: Caorle – Cavallino

Siamo in piedi alle 6,30, ci sveglia un profumo intenso di brioche appena sfornate. Claudia ci vizia ma sa anche come stuzzicarci e farci saltare giù dal letto senza esitazioni. Alle 8 già ai remi. Silvia è arrivata da Venezia giusta in tempo per salire in barca ancora per questa giornata. Ognuna di noi riesce a creare degli incastri compatibili con gli impegni di lavoro e famiglia.

Superiamo la foce della Livenza, poi il canale Commessera e Canalon. La giornata si presenta calda fin dalla partenza, Brian e Torre di Fine sono presto raggiunte e superate, non c’è incertezza lungo l’idrovia. Ogni tanto il paesaggio diventa famigliare, laddove il ricordo riporta un incontro particolarmente significativo, come a Brian, quando 4 anni prima eravamo scese all’ombra dei pioppi nel giardino dell’Agriturismo Di là dal fiume e incontrato le tre simpatiche sorelle che lo gestiscono.

A Torre di Fine arriviamo in un momento e poi, percorso il canale Revedoli, sbuchiamo nel letto del Piave. E’sempre una emozione passare da un ambiente all’altro, è come se  l’ampio letto del fiume e il mare poco lontano attirassero i nostro scafi, come alberi trasportati dalla corrente. Davanti a noi si apre il porto di Cortellazzo, abitato da pescatori e vacanzieri. Susy, che gestisce la marina del porticciolo, ci indica dove poter approdare, ci immortala in una bella foto di gruppo e ci offre qualcosa da bere. L’atnosfera è talmente piacevole che ci attardiamo in racconti e promesse di nuovi incontri, il tempo vola e dobbiamo tornare ai remi. Non avremmo voglia perchè il Canale Cavetta è una linea retta dentro ad argini pieni di sole, che ostacolano ogni spiraglio di vento. Ma dobbiamo andare, la pausa pranzo è decisa a Jesolo Paese. In effetti non è male sostare nei giardini pubblici in riva al fiume SIle Piave Vecchia. C’è la fontanella d’acqua, il prato sotto l’ombra di alti alberi. E soprattutto, superato appena il ponte sul corso d’acqua, la gelateria Lovat, una favola di sapori tradizionali e gusti originali per chi ama lasciarsi sorprendere, tutti preparati con grande cura e scelta di prodotti genuini.

Toniamo in barca e proseguiamo lungo il letto del fiume fino alle conche del Cavallino. Anatre e aironi, cigni e cannaiole, tarabusi e gallinelle: ad osservare  ed ascoltare attentamente si possono individuare tanti abitanti del fiume. Quando sulle rive appaiono le grandi bilance alzate sopra all’acqua sappiamo che le antiche Porte del Cavallino non sono lontane. Eccoci infatti, attendiamo che il grande sipario si apra sulla conca e ci lasci transitare dal fiume al canale per poi raggiungere la laguna. Qui ci sono ancora le antiche tariffe che le imbarcazioni dovevano pagare ai tempi della Repubblica veneziana.

Arriviamo a Cavallino alle 18,30, coperte dal nostro sudore, stanche per l’afa. Antonio, presidente della locale remiera ci accoglie dandoci indicazioni di dove lasciare le barche e ci consente di ricoverare la nostra attrezzatura nei locali della società. E’ sempre piacevole l’accoglienza e l’amicizia stretta lungo le vie d’acqua, un appoggio sicuro e prezioso. La logistica per la notte prevede tre gruppi in tre case diverse accolte da parenti e  amici e Cristina che come sempre dorme nel suo inseparabile bragozzo. Prima del commiato ci sediamo alla tavola della pizzeria Laguna che ci serve 4 metri di pizza, saporita: sarà in onore della lunghezza dei nostri remi? In ogni caso molto apprezzata, buonanotte allora a chi dorme da Bruna, da Luciana e dalla famiglia Busetto e anche a Cri nel suo Moretto..

 

 

 

 

 

 

 

Un pensiero su “18 agosto: Caorle – Cavallino

  1. Invio il discorso del vice sindaco che ho un po’ abbreviato per via di alcune sue ripetizioni . Mi pareva talmente importante che penso sia da divulgare, io l ho anche pubblicato in fBook, ma penso valga la pena di inserirlo nel blog, cosa ne dite?

    A Pirano siamo state accolte dal vicesindaco, un uomo elegante d’altri tempi, ma al contempo perfettamente attuale. Egli ci ha dedicato queste parole che mi hanno profondamente emozionato e che voglio condividere con voi…

    “Carissime amiche…. l’impresa non facile che state per intraprendere ci porta con la memoria ad un periodo particolare della nostra storia. Pirano ha fondato per secoli la sua economia sul preziosissimo sale, che storicamente è sempre stato indispensabile per la conservazione del cibo. La rotta del sale da Pirano a Venezia che voi idealmente ed anche fisicamente percorrerete, ha rappresentato una delle principali arterie commerciali dell’epoca, rifornendo del prezioso prodotto la città lagunare. ….Già alla fine del XII secolo il sale divenne uno strumento di potere a livello internazionale…..Rimembrare idealmente quell’epoca ed il suo fulgore credo rappresenti un eclettico omaggio alla storia della città lagunare ed alla nostra storia, che per secoli ha registrato comuni destini visibili e tangibili ovunque ..in questo nostro Adriatico…..nella consapevolezza che è ben povero l’individuo che memoria storica non ha…Ma questa impresa ha anche un altro importante valore, che è quello di incrementare ed intensificare i rapporti di amicizia tra le due sponde dell’Adriatico nella salvaguardia e nella tutela di quelle imbarcazioni che hanno fatto la storia di Venezia e la nostra storia…..basta per un istante perdersi nei meandri e nelle vie della nostra Pirano per renderci conto come la cultura veneta sia viva e presente ancora oggi , nelle architetture, negli usi e costumi, nel modo di vivere, negli odori, profumi ed atmosfere. E noi cittadini di Pirano in mille forme e in mille maniere abbiamo sempre cercato di far rivivere quel tempo, mai con nostalgia o rimpianto, bensì con la consapevolezza che questa cultura fa parte del nostro essere e della nostra presenza su questo territorio…… ancora grazie amiche che idealmente unite fraternamente le due sponde dell’Adriatico in un mare che non divide ma unisce le sue genti.”

    A rileggerle mi emoziono ancora…. Ciao Anna Inviato da iPad

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