2018 – Da Venezia a Treviso e ritorno lungo il fiume Sile

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IMG-20180819-WA0015Mentre siamo in sosta alla Conca di Silea, iniziamo a raccontare il nostro viaggio sul Sile. Dodici donne, 4 giorni, due barche. Un viaggio breve rispetto ai programmi che abbiamo realizzato in passato, ma in ogni caso uno degli itinerari più suggestivi del nostro entroterra. Che fosse una delle vie d’acqua più importanti fra Venezia e la terraferma lo testimoniano le ville venete che si scorgono circondate dal verde dei parchi e delle vigne, dai centri storici di Casale sul Sile, Cendon e Casier che hanno un’anima ancora fluviale, pontili e rive per raggiungere e vivere il fiume. Lungo le restere dove un tempo lavoravano vacche e cavalli per trainare le barche che risalivano la corrente, ora corre una delle più belle piste ciclabili d’Europa che fa parte della famosa Monaco – Venezia.

Abbiamo deciso di percorrere il letto naturale del Sile, dalla foce lagunare a Treviso, oltre non si può andare per lo sbarramento idroelettrico di Ponte della Gobba. Lungo il percorso si trovano le conche di Portegrandi e di Silea, attive e utilizzabili,IMG-20180819-WA0016 la prima con l’unica accortezza di seguire gli orari predisposti dall’ente gestore, la seconda facendo domanda di apertura al genio Civile di Treviso con qualche giorno di anticipo. Cosa che a noi era sfuggita ma, con la buona stella che accompagna il gruppo, anche queste porte si aprono per poterci consentire di realizzare tutto il programma. Nel gruppo quest’anno c’è Aida, di soli quindici anni, ma con una grande passione per la voga trasmessale senza dubbio da mamma Silvia. Saremo capaci di non farle perdere l’entusiasmo?

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Giovedì 16 agosto
Ci troviamo alle 7 alla Canottieri Giudecca, vogliamo partire alle 8 per vogare nelle ore più fresche. Sette anni di esperienza contano, siamo organizzate e precise nel gestire l’iter necessario alla partenza. Alle 7,57  la caorlina è in acqua e ci accingiamo a iniziare il nostro viaggio. Silvio arriva appena in tempo per salutarci e lasciarci i panini dolci che ha portato per la nostra seconda colazione.

Ci dirigiamo verso San Giorgio Maggiore, passiamo davanti a San Marco ed entriamo nel canale dei Greci: quanto è bella la nostra città. Usciamo alle Fondamente Nuove e attraversiamo sopra secca affiancando San Michele fino a raggiungere Murano. Il bragozzo ci raggiunge qui e ci lascia prima di Mazzorbetto dove noi seguiamo il canale dell’isola dei Laghi per ritrovarci a Torcello. Proseguiamo lungo il canale Silone, anche se avremmo voluto entrare nel Dese e raggiungere Altino per poi proseguire lungo il Siloncello ed entrare nel Sile attraverso la Conca di Trepalade. Ma l’Ufficio alla Navigazione Interna di Venezia ci dice che la chiusa è inattiva da vent’anni, impossibile metterla in azione. Peccato perché avremmo voluto visitare il museo Archeologico Nazionale e percorrere questo antico ramo del fiume. Dunque risaliamo il Silone fino alla Conca di Portegrandi. Qui ci attende Claudia che arriva da Caorle. Ha portato il pranzo, una insalata di cereali e verdure e melone fresco. Anche Cristina ha pensato alla nostra dieta, ha sfornato un pane di due chili delizioso. Voghiamo fino all’ansa dopo il centro del paese e troviamo un posticino all’ombra dove fermarci a mangiare.

IMG-20180816-WA0013Lungo il fiume incontriamo solo un paio di house boat e qualche ciclista lungo l’argine. Germani, folaghe, svassi, gallinelle d’acqua, cigni e cormorani sono invece numerosi, si involano o si ritirano fra le fronde e il canneto sulle sponde al nostro passaggio. Ripartiamo alle 16 e in breve raggiungiamo Quarto d’Altino. Restiamo sedute sulle panche in riva al fiume, a guardare il paesaggio verde, i salici si piegano fino a sfiorare l’acqua, le piante acquatiche fluttuano mosse dalla corrente limpida. Il fiume un tempo era vissuto, luogo di passaggio e di lavoro. Oggi è percorso solo da pochi, per fortuna il recupero delle restere dovuto anche all’istituzione del Parco del Sile ha ridato accesso al fiume e alla possibilità di viverlo. Michela torna a casa, la rivedremo sabato. Dormiamo nel vicino hotel Ambra, dove apprendiamo che è possibile salire sul campanile di Quarto. Dopo la doccia e prima di cena saliamo i 56 metri della torre per vedere la laguna, la campagna e le montagne, come indicato nel volantino informativo. Nella cella campanaria veniamo colte da una strana sensazione di vertigine, ma non è una sensazione, è proprio il campanile che oscilla sotto i rintocchi decisi e assordanti della campana. Per cena scegliamo la pizzeria da Pino di Musestre, davvero ottima. La chiesa che si affaccia sul fiume omonimo è una piccola perla dell’itinerario. La sola cosa che disturba la serata è quando realizziamo di non aver concordato con l’ente gestore l’apertura della Conca di Silea per il giorno seguente. Viviamo una mezz’ora concitata, facciamo qualche telefonata a nostri conoscenti che abitualmente navigano sul fiume, Glauco della ditta Stefanato e Francesco del bragozzo Sant’Alban. Entrambi ci dicono che la conca viene aperta solo poche volte all’anno e che la questione non è semplice, ma ci forniscono allo stesso tempo i numeri di telefono dei referenti per poter comunque chiedere il permesso di passaggio. Proviamo a telefonare, ma nessuno risponde, è tardi e forse qualcuno è in ferie.

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