Sabato 18 agosto

Ci alziamo presto e torniamo alle barche sempre con il taxi, Colazione in barca insieme a Michela e Lucia che ci hanno raggiunte per partecipare al resto del viaggio .Questa mattina ci presentiamo alla conca con largo anticipo, la spinta dell’acqua è notevole e ci fa guadagnare chilometri e tempo. Oggi è l’operatore ad essere in ritardo, ma tutto si appiana basta un po’ di pazienza.

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Ci fermiamo a Casier, è talmente bello il paese che si specchia sulla larga ansa del fiume. Ripartiamo per fermarci dopo poco in un angolo verde e ombroso per il pranzo. La discesa del fiume è più veloce di quanto ci aspettassimo in meno di un’ora raggiungiamo Casale sul Sile e proseguiamo di gran carriera. Ma il fiume rallenta, chi ha risposato in bragozzo e da il cambio poco prima di Quarto d’Altino si trova un muro d’acqua e caldo. Alla Conca di Portegrandi salutiamo Claudia che rientra a Caorle. Sono già le sei del pomeriggio e ci manca ancora il tratto più impegnativo. Non si tratta solo di vogare dopo una giornata di attività e con relativa stanchezza, ma di affrontare i rimanenti chilometri nel traffico. La darsena di Portegrandi infatti è il punto di partenza di diverse imbarcazioni che frequentano la laguna soprattutto durante il fine settimana e questo è il momento del rientro. Quello che fa più male è che i più sembrano non avere nessuna cultura rispetto al navigare e nessun riguardo per la laguna. Più il loro mezzo è potente e corre, più sembrano trovare divertimento. Non vedono il paesaggio, non si accorgono delle onde che spaccano le barene, allo stesso modo ci salutano divertiti di incontrare un così inconsueto equipaggio a remi. Che la caorlina venga sconquassata dalle onde poco importa. IMG-20180816-WA0003

Arriviamo finalmente a Mazzorbetto, famosa base scout lagunare, felici di lasciare i remi. Mazzorbetto anticamente fu sede del Convento di Sant’Eufemia, poi divenne un deposito di munizioni e infine abbandonato. Dal 1981 è sede scout. Zanzare, siamo assalite dalle zanzare. Onde, siamo divorate dalle onde, pericolose e dannose. Mentre ceniamo sulla riva del canale di Mazzorbo, passa il vaporetto Actv. Non finiamo nemmeno di commentare l’eccessiva velocità del mezzo che arriva un’onda violenta, il palo dove è legato il bragozzo si scalza e una cassetta di stoviglie appoggiata sul muro della riva finisce in acqua. Recuperiamo qualcosa, qualcosa invece rimarrà quale traccia involontaria del nostro passaggio.

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