Lunedì 22 agosto: Oggi riposo!

La nostra casa per un giorno!

Nella casa di Emmaus di Bollani ci prepariamo a passare una giornata di relax per poter affrontare le prossime sfide. Prima impresa della giornata consiste nel fare andare la lavatrice: dopo esserci impossessate della lavanderia (ossia stanzetta privata di Diana F.), mettiamo un programma a caso e ci meravigliamo che non parte. Le mani di fata di Sibylle però sono riuscite a farla finalmente partire: domani vogheremo nuovamente con abiti puliti (per la prima mezz’oretta). La colazione è stata assicurata dall’intervento di alcune che hanno impedito Marzia di fare un Nutella Party notturno.

Ci viene a trovare Maria, responsabile dell’ostello, e ci racconta di averci viste alla televisione. Ci fa mille complimenti e ci chiede se siamo da maritare, e alla nostra contro-domanda “ma ci sono begli uomini qui?” ci risponde, “no sono tutti …”, la sua è una osservazione non propriamente positiva, ma noi finora abbiamo incontrato uomini e donne gentili e disponibili. La stessa Maria ci porta dell’uva fragola dolce e profumata raccolta nel suo giardino e poi, non soddisfatta, ritorna con una terrina di “pummarola” salsa di pomodoro preparata la mattina insieme al marito e fatta bollire come si deve, per delle ore con carote, sedano, sale e un pizzico di zucchero per togliere l’acidità. Maria si siede con noi, mentre finiamo la nostra colazione, è partecipe entusiasta al nostro viaggio, ci incoraggia, racconta e detta ricette divertita e divertendo. Suona il telefono, chiama Radio Base per l’intervista quotidiana: facciamo un riassunto dei tre giorni trascorsi in viaggio e per un momento ci torna la voglia di ripartire …ma no, fa troppo caldo anche se sono solo le dieci del mattino. Passiamo il resto della mattina all’ostello a discutere sul programma della giornata in corso e sull’organizzazione dell’itinerario del giorno dopo. Abbiamo molti dubbi: il caldo, le secche sui rami e le lagune del Delta più vicine al mare, i luoghi che vorremmo visitare, ma che non devono sommare chilometri e fatica a quella che dobbiamo già affrontare.

Maria ci racconta della vita a Bollani

Giunge l’ora del pranzo, non abbiamo deciso gran che: l’ipotesi di fare un giro con il bragozzo fino al Bacucco e a Gorino Ferrarese è allettante, ma non quanto l’idea di un piatto fumante di pasta con il sugo di Maria. Siamo sempre indaffarate: chi stende la biancheria, chi lava i piatti, chi aggiorna il blog, chi scarica le foto, chi conferma presenze, appuntamenti e prenotazioni per i giorni seguenti. C’è Colleen, fisioterapista, che cerca di rimediare a contratture e muscoli indolenziti distribuendo consigli e fasciature. Le donne vivono in costante attività e sempre in credito di tempo. Finalmente una pausa: il pomeriggio assolato sembra infine portarci a rallentare… mezz’ora. Poi arriva in bicicletta Vittorio, guida naturalista e profondo conoscitore del Delta e tutto il lavorio riprende all’istante: dobbiamo decidere il programma per il giorno dopo, la sua proposta è di visitare la laguna del Basson, uno dei luoghi più caratteristici e suggestivi del Delta attivo. Decidiamo che il bragozzo a motore e le barche a remi domani mattina seguiranno due percorsi diversi, il bragozzo navigherà lungo il Po di Tolle e il Po della Pila fino alla località omonima dove Vittorio porterà le canoe per consentire a questo gruppo di raggiungere le barche a remi che attraverseranno la laguna del Canarin e la Busa di Scirocco per poi attraversare il Basson fino a Scano Boa.

Radio Base ci chiama

Torna Maria con un canestro di fichi raccolti dal marito Sergio appositamente per noi. E’ l’ora di fare una passeggiata prima di cena, ci incamminiamo sopra l’argine che sovrasta Bonelli e il Po di Tolle, verso il paese di Scardovari, oltre il ramo del fiume estesi canneti si sono ripresi l’isola della Tenuta Dacco coltivata fino all’alluvione del ’66. A Scardovari, il porto peschereccio sul fiume aggiunge una nota d’acqua al paesaggio coltivato delle terre di bonifica.

C’è chi compera un’anguria dal fruttivendolo del piccolo paese, ma camminare a ritroso per tre chilometri, con 15 chili in mano, è impresa ardua anche per chi vive a Venezia ed è abituata a lunghi percorsi pedonali e nel caso specifico anche a remi o per chi lo volesse utilizzare come palestra per aumentare la massa muscolare. “A che ora passa, l’autobus? Forse possiamo fare l’autostop, o portare l’anguria a turno..” queste riflessioni a voce alta sollecitano Luigino, il fruttivendolo, a caricare anguria e donne e riportarle all’ostello, ed è così che scopriamo come la notorietà del gruppo e dell’impresa di Un Po … di donne sia arrivata anche a Scardovari. Energia delle donne e curiosità per un viaggio insolito: è bello sentire intorno a noi tanta simpatia.

Cosa c’è per cena questa sera? Ancora un menù eccezionale, ma con la capitana Cristina in cucina non avevamo dubbi in merito: aperitivo, gnocchi di zucca, formaggio, patate bollite, peperonata, prosecco e birra. La tavola è addobbata con tocchi di colori: fiori, frutta e chiacchiere in allegria.

Questa sera prepariamo i bagagli per spostarci a Boccasette. È bello ripartire, ma un po’ dispiace lasciare questo posto che abbiamo riempito di disordine e voci, di gesti quotidiani e premure, di discussioni, riflessioni, e racconti di vita.

Dobbiamo andare a dormire presto dopo aver caricato la barca di acqua, domattina sveglia alle 6.

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