Sabato 27 Agosto – Arrivo in Giudecca

l’ultimo cappuccino

Sabato mattina terminiamo l’ultima tappa del nostro viaggio attraverso il Delta del Po. Chissà quale preoccupazione ci ha spinte a partire presto; la tappa da San Piero in Volta a Venezia è brevissima e gli amici della Canottieri Giudecca ci aspettavano a mezzogiorno. Comunque, abbiamo chiesto agli amici della Remiera Portosecco di poter mettere le barche in acqua alle 8, allora sveglia alle 6:45 facciamo colazione e salutiamo Elena. Alle 8:00 Cristina ci porta in Remiera e alle 8:30 mettiamo le barche in acqua. Partiamo con la marea crescente, perciò a contraria, almeno fino alla Bocca di Porto degli Alberoni, ma un bel vento da scirocco ci sospinge verso Venezia.
Attraversiamo la Bocca di Porto degli Alberoni e ci rendiamo conto di essere in largo anticipo sul nostro appuntamento con il comitato di accoglienza. Per un momento esitiamo se optare per un ultimo bagno vicino alla bocca di porto, oppure per un caffè con croissant agli Alberoni. Alla fine prevale la golosità e ci dirigiamo verso il piccolo porticciolo dove leghiamo le barche e ci sistemiamo in un bel giardinetto del bar più vicino. La conversazione anticipa già la nostalgia per l’impresa che sta per finire: siamo state troppo bene insieme, magari anche perché solo donne, ma soprattutto perché tutte abbiamo creduto nell’impresa e abbiamo contribuito alla sua riuscita.

comitato di accoglienza

arrivo con alzaremi

Guardiamo l’orologio: dobbiamo proprio muoverci, altrimenti rischiamo di arrivare in ritardo all’appuntamento. Salendo sulle barche c’è un bagno improvvisato: una si gira per guardare la passerella dove aveva rischiato di scivolare un momento prima, e si trova in acqua un istante dopo. per fortuna riporta solo piccole ferite, e, una volta medicate, proseguiamo l’avvicinamento verso Venezia. Ripercorriamo la pista delle eliminatorie che molte conoscono così bene; sarà per il percorso (più al largo rispetto alla pista usata per la gara a cronometro) o per la corrente e il vento che ci spingono, ma la percorriamo in un tempo quasi da gara, (escludiamo che a spingerci fosse la voglia di tornare a casa, questa proprio no …)
All’altezza dell’isola di Poveglia incontriamo alcune barche della nostra Canottieri Giudecca che ci vengono incontro per accompagnare gli ultimi chilometri del nostro viaggio. A bordo, oltre ad amici, mariti, figli, ci sono Barbara che era con noi il primo giorno e Giovanna, che fa parte dell’impresa anche se ha potuto viaggiare insieme a noi solo per alcuni giorni.

arrivate!

Insieme proseguiamo verso la Giudecca, dove arriviamo alle 11:45, un quarto d’ora d’anticipo rispetto alla tabella di marcia. Seguono alzaremi e saluti e un pranzo preparato per tutti da Claudio.
Nel pomeriggio una dopo l’altra le compagne d’avventura lasciano la Remiera; torniamo a casa, tanto alle 18:30 abbiamo già un nuovo appuntamento all’albergo Ca’Pisani che ci offre un brindisi con degustazione di prodotti regionali (buonissimi). Apprezziamo molto il buon cibo e l’ottimo vino, ma ancora più piacere traiamo dall’interesse che mostra Marianna Serandrei per il nostro gruppo e quasi speriamo di aver acquistato una nuova compagna!

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Venerdì 26 Agosto – Ritorno alla Laguna di Venezia

Dato che la tappa della giornata è corta, ce la prendiamo con calma e ci godiamo la colazione. L’imbarcadero che ha “ospitato” le nostre imbarcazioni è relativamente lontano, il proprietario del B&B carica i nostri bagagli in macchina e ce li porta fino all’approdo. Mentre carichiamo i bagagli in bragozzo e prepariamo le barche, passa uno degli operatori della sala di comando delle conche, dapprima è sorpreso per l’inusuale affollamento sul molo e preoccupato che ci siano ragazzini a danneggiare l’imbarcadero, ma, riconosciuteci, è divertito dal nostro bucato, indubbiamente femminile, steso sulla poppa del bragozzo. Alle 10:40 finalmente mettiamo i remi in acqua e partiamo.

Abbiamo quasi subito un incontro inquietante con quello che da lontano sembrava un tronco trasportato dal fiume, e che invece si palesa essere un pesce siluro morto, dalle dimensioni ragguardevoli; almeno un metro e mezzo di lunghezza. Ci fa impressione sia l’odore nauseabondo, che l’improvvisa consapevolezza di cosa si cela sotto la superficie apparentemente tranquilla dell’acqua che solchiamo con i nostri scafi. L’immaginazione rende la cosa subito ancor più sconcertante: chissà se ci sono anche i coccodrilli o i mostri marini?!. Caorlina e sandolo procedono di pari passo e si lanciano brevi sfide, ma la stanchezza prevale presto sullo spirito agonistico e ogni barca viaggia con la velocità propria, e qualcuno giustifica l’arresa con “eh, che vuoi, sarebbe come fare una gara tra una cinquecento e un camion, …o forse non me ne intendo tanto di automobili” e subito scoppiamo in una grande risata.

sul Po di Brondolo

Al passaggio nella conca di Cavanella d’Adige vengono a salutarci gli operatori della sala comando delle chiuse. Prima della prossima conca, quella di Brondolo, dopo il passaggio del fiume Brenta, troviamo una piazzola erbosa attorniata da grandi alberi. Mentre ci accingiamo a legare le barche e preparare il pranzo ci accorgiamo che il posto è pieno di vespe, e desistiamo.

Continuiamo la voga per trovare un luogo più tranquillo per il nostro pranzo, e arriviamo laddove già abbiamo sostato, alla gru della Remiera Clodiense, dove allestiamo un banchetto sull’erba. Alla pausa pranzo segue un pisolino a cui si abbandona almeno metà dell’equipaggio.

Pranzo a Chioggia

Poi proseguiamo lungo il canale che costeggia le case di Sottomarina fino al forte San Felice. Il ritorno in laguna è traumatico per il moto ondoso: ci rendiamo conto ora quanto bene si stava sulle acque tranquille del fiume e dei canali. Incontriamo imbarcazioni di tutte le dimensioni, ma solo in pochi si rendono conto che le loro onde ci mettono in difficoltà. Gli apprezzamenti, magari anche sinceri, da parte dei conduttori delle imbarcazioni non vengono accolti da noi con entusiasmo e la tentazione di rispondere al loro “voga!” con un lancio di remi non è trascurabile. Per un po’, la nostra nuova strategia sembra funzionare; cerchiamo di ostacolare la velocità delle imbarcazioni che incontriamo vogando con entrambe le barche in centro canale facendo finta di puntare le loro prue; chi naviga a motore rallenta … ma poi c’è il solito barchino che quasi ci sfiora a piena velocità e ride alle nostre proteste.

Elena ci aspetta a S.Piero in Volta

Abbiamo un progetto che ci aiuta a resistere alla fatica della voga post pranzo: un ultimo bagno di fronte all’isola di Caroman, ma l’avvistamento di diverse meduse di dimensioni anche considerevoli ci fa desistere (magari ci rifacciamo con un bagno a mezzanotte a San Piero?). Così continuiamo senza sosta e avvicinandoci all’abitato di Pellestrina e San Piero in Volta ci accorgiamo che anche succede come in Polesine: campanili e case sembrano montati su rotaie, più ci sembrano vicini e più si allontanano mentre avanziamo. Li avvistiamo di lontano e ci illudiamo di essere quasi arrivate, ma poi restano irraggiungibili per un tempo che ci sembra interminabile. Un segnale più tangibile dell’avvicinarsi della meta è Elena che ci viene incontro sulla riva dell’isola in bicicletta. Cristina carica Elena e bici sul bragozzo e, contrariamente a ogni aspettativa, la polisportiva di San Piero si materializza finalmente davanti a noi. Ci facciamo aiutare volentieri a ricoverare le nostre imbarcazioni e ci diamo appuntamento per il giorno successivo per iniziare l’ultima tappa. Cristina carica tutte in bragozzo e ci porta alla casa di Elena, in riva alla laguna.

cena da Elena

La giornata finisce attorno ad una lunga tavolata con una cena amorevolmente preparata da Elena e alcune sue amiche e amici e con i prodotti dell’orto del Signor Edoardo.

Nomi di battaglia

Durante la cena si trascrivono i nomi di battaglia per ciascuna delle partecipanti, provate a indovinare di chi si tratta:

  • Poccahontas (o, in italiano, Podignocca)
  • Capitan Chef
  • Voga et labora (amen)
  • Mrs Magoo
  • Humor Therapist
  • Caorlina blogger
  • Cogli lo scatto
  • Mrs. Autan
  • Venere del sandolo
  • GPSilvia
  • Faccia da contrappeso (Sacajawea)
  • Caorlina DOC
  • Tirasardee
  • Vogaestrip
  • sKataevoga
  • Pane, remi e compagnia
  • L’attimo fuggente
  • Bronzina del Po
  • President forever
  • Vento in poppa

Giovedì 25 agosto

Assonnate dopo la festa ci alziamo alle 6:15 per preparare le barche prima di fare colazione. Salutiamo e ringraziamo Agnese e la sua collega del Rifugio Po di Maistra e ci avviamo lungo il fiume. La partenza è faticosa per tutte e ci si mette anche la marea che sta ancora crescendo. Molliamo gli ormeggi alle 8:40 e ci troviamo con la corrente contraria. Scendiamo il Po di Maistra e dopo 40 minuti di voga arriviamo in mare. Prima di raggiungere il mare, il nostro GPS improvvisamente ci invita: “a cento metri gira a destra”. ci guardiamo l’un l’altra, perché a centro metri a destra si vede solo canneto, e poi noi dobbiamo girare a sinistra una volta raggiunto il mare… ma come mai? Proposta di spiegazione: “magari abbiamo montato il GPS al rovescio …?”

Ci dirigiamo verso Albarella vogando a poca distanza dal litorale in un’acqua trasparente. La promessa di un bagno prima di infilarci sul fiume sostiene tutte e i 6 chilometri da vogare in mare passano in fretta. Poco prima della diga del Po di Levante, Cristina butta l’ancora e leghiamo Caorlina e Sandolo al Bragozzo. Mentre armeggiamo con cime e parabordi, si avvicina una motovedetta della Polizia incuriosita dalle strane imbarcazioni. Gli spieghiamo chi siamo e che cosa facciamo lì, e ci lasciano augurandoci un buon bagno. Appena si allontanano (e le barche sono ben legate) tutte in acqua.

bagno in mare

Riprendiamo senza molto entusiasmo dopo questo ultimo bagno in mare, con caffè finale, per tornare sul fiume. Il Po di Levante ci accoglie con un contrariOn con la “O” maiuscola, per fortuna ci aiuta a tratti un vento a favore.

Lungo il fiume troviamo una piccola marina con una banchina ben ombreggiata. Prepariamo il pranzo all’ombra delle tamerici. Il piatto preparato da Cristina acquisisce ancora più gusto grazie ad un anonimo benefattore lungo la strada a cui sottraiamo un rametto di rosmarino fresco per le patate, grazie !!!

donne in gamba

Mentre pranziamo, Diana fa la conoscenza di altri benefattori, Simone, Elio, e un loro amico, che prendono il caffè con noi e in cambio (si fa per dire) ci portano vino, sarde e anguria, oltre alla promessa di una forma di formaggio parmigiano. Salutiamo Simone, Elio e il loro amico e procediamo la risalita del Po di Levante. Nel frattempo la marea ha girato e il contrarion si è trasformato in un leggero secondin. Il paesaggio si fa meno interessante dei giorni scorso (ma magari siamo viziate?) le file degli argini coperti di arbusti sono interrotti in molti posti da rive cementificate di servizio agli impianti produttivi retrostanti. Quando passiamo finalmente sotto il ponte della Strada Romea siamo sicure che anche per oggi ce l’abbiamo quasi fatta. Pochi chilometri dopo arriviamo al bivio con il Po di Brondolo che avevamo passato già domenica scorsa.

Caorlina

Ma, mentre la caorlina gira a destra e si infila nel Po di Brondolo, il sandolo prosegue il suo percorso verso la chiusa di Volta Grimana, i dubbi di parte dell’equipaggio (“mi sembra che siamo già passate per di qua”) venivano fugati (non senza ragione, visto il paesaggio di argini sempre uniformi e chiatte ormeggiate alla riva….) fino all’intervento del Bragozzo che riporta sulla strada giusta anche la seconda imbarcazione.

sandolo in cavata

Non ci sembra vero di essere già arrivate alla meta, tanto che il sandolo improvvisa un arrivo in cavata. Intanto l’equipaggio del bragozzo ha preparato l’anguria di Simone. Insieme a noi arriva anche un canoista, che utilizza lo stesso pontiletto per caricare il suo kayak sulla macchina. Roberta e Claire approfittano di un passaggio da parte del signor Gianni per raggiungere la stazione ferroviaria. Salutiamo ambedue velocemente ma intensamente, e ci diamo appuntamento con Roberta che ci raggiungerà nuovamente venerdì sera, e con Claire per il brindisi di sabato sera. Veniamo a sapere dopo che il signor Gianni è amico di Vittorio, la nostra guida per le lagune durante i giorni scorsi, e che si è dimostrato estremamente disponibile verso loro, accompagnandole fino a Chioggia.

Concludiamo la serata con una buonissima cena preparata dal nostro albergo, ridendo sulle avventure dell’ultima settimana.

Mercoledì 24 Agosto; festa a Boccasette

nel rifugio

Mercoledì stiamo ferme a Boccasette nel Rifugio Po di Maistra, che ci offre un accoglienza calorosa, premurosa e paziente.  Siamo a Boccasette, piccolo paesino nato intorno alla chiesa e alla ex caserma della finanza oggi ristrutturata e adibita a ostello del Delta (ci ricordiamo che nella caserma ha prestato il suo servizio militare il nostro Loi, oggi aiuto nella Remiera). Le barche ancorate appena oltre al grande argine oggi riposano, attendiamo Isabella, guida naturalista che sin dall’inizio ha condiviso con noi l’organizzazione del viaggio facendo da prezioso supporto per la logistica nel Delta e da tramite con le autorità locali. Ieri sera, venendoci ad accogliere all’arrivo a Boccasette ci ha portato l’articolo del giornale La Voce di Rovigo che titola ‘un concerto per le 21 vogatrici’ e invita a partecipare alla festa organizzata prima di ripartire verso Venezia.

E’ in effetti la festa il clou della giornata, che non prevede impegno ai remi, ma abbiamo promesso a Isabella, che si è scoperta abile e appassionata vogatrice alla veneta, di farla remare fino alla spiaggia di Boccasette. Si parte quindi attrezzate per il pranzo e per il bagno: un gruppo in caorlina e un gruppo in bicicletta. Le cicliste hanno subito un momento di esitazione sul percorso, Luana ha un appuntamento fissato con Isabella sulla spiaggia di Boccasette, ma Colleen e Sibylle sostengono che Isabella prima di partire in barca ha indicato loro di seguire un percorso, oltre il ponte di barche sull’argine opposto del fiume, del tutto diverso da quello che porta alla spiaggia. Ovviamente dopo alcuni chilometri l’argine è sbarrato e si torna indietro. Nelle giornate di riposo è quasi d’obbligo lasciare andare l’attenzione e perdersi un po’. Per fortuna Il bragozzo si incarica di raccogliere le cicliste e raggiungere la caorlina al largo. Il gruppo è ricomposto: tuffi, spruzzi e chiacchere, la brezza e l’acqua di mare ristorano dal caldo, cadono gli ultimi veli … si torna a bordo, che fame!

Torniamo al rifugio nel primo pomeriggio, dobbiamo prepararci per la serata e accogliere musicisti e ospiti in arrivo da Venezia. Arrivano i concertisti con Cecilia del gruppo musicale Bisarmonia con Cecilia che ha fatto da animatrice per le danze. Ci raggiungono inoltre tanti amici da Venezia, che ci fa particolare piacere e aumenta la quota maschile per le danze in coppia. Con loro ci raggiunge anche la nostra Giovanna, che riesce condividere con noi questo momento di allegria.

La festa è stata soprattutto l’occasione per conoscere la gente del posto, che ci hanno offerte, oltre la loro presenza alla festa, poesie in dialetto polesano (stretto …) e cibi (che buone le seppie in umido …) . Abbiamo brindato con prosecco (con sottofondo di formaggio) e ballato nonostante il tasso di umidità e zanzare in area che sfiorava per ambedue la saturazione.