Martedì 23 Agosto: Attraversando le Lagune

Partenza all'alba

L’intenzione di partire all’alba viene quasi subito minata da problemi tecnici: il GPS, che Silvia e Sibylle avevano faticosamente impostato con il nostro percorso odierno tra canneti, sacche e lagune, non si era caricato durante la notte. Allora Cristina ci mette in caorlina una batteria di 15 chili (ancora più peso in barca oltre gli ettolitri di acqua da bere che ci servono!) per ricaricarlo durante il viaggio. Nel frattempo usiamo mezzi tradizionali, quali carta e senso di orientamento.

La vista della centrale elettrica ci accompagna tutto il giorno

Tutte queste prove ci hanno rallentate in maniera che  molliamo gli ormeggi e salutato  il bragozzo al nostro orario abituale: 7:55. l’ultimo saluto al bragozzo parte via vhf (canale 71) perchè lo rivedremo solo tra un paio di ore, le sacche non hanno un fondale sufficiente per il suo pescaggio. Risaliamo il Po di Tolle e ci infiliamo nella Busa di Bastimento, cercando il canale del Canarin che ci porta all’ononima Sacca. La sacca si apre davanti a noi dopo un breve percorso stretto tra canne di palude con uno sfondo inquietante che sarà destinato a non abbandonarci più per tutto il giorno: la centrale di Porto Tolle che per il momento quasi romanticamente si rispecchia nell’acqua della Laguna. Seguiamo il percorso segnato da paletti sottili ma a un certo punto lo dobbiamo abbandonare per passare alla Sacca del Canarin. Iniziamo a cercare il percorso non segnato che ci si avvicina un barchino della Vigilanza.

guardia lagunare

A bordo Massimo, il vigile del consorzio pescatori, che ci saluta con entusiasmo. Aveva letto sul giornale della nostra impresa e sapeva perciò che dovevamo passare di lì. Ci aiuta a trovare la piccola chiusa che ci fa passare una dighetta, ma non riesce seguirci più perchè la sua barca non ci passa. Tentiamo la scorciatoia indicataci da Vittorio la sera prima, quella del tronco arenato, ma come il tronco anche noi …. cambiamo direzione (per dire la verità, anche Massimo aveva detto che lì non si passa) e ci dirigiamo verso la casa diroccata che ci segnala l’attraversamento verso la Busa di Scirocco. Un pescatore ci rassicura che questa volta siamo sulla rotta giusta. Attraversando un altro canneto per un passaggio piuttosto stretto (Orietta “Stai!, … Premi!…, qualcuna faccia qualcosa!” (e una faccia da contrappeso), arriviamo finalmente alla Laguna del Basson dove avevamo appuntamento con Vittorio e le nostre compagne che ci raggiungono in canoa e kayak. Aspettando ammiriamo un airone bianco in mezzo a un gruppo di garzette sterne beccapesci, un immagine di un fascino speciale sullo sfondo della centrale  termica.

Pocahontas

....sognando Josefa Idem

Cristina poppiera!

Annunciati prima dalla comunicazione via vhf e poi dalle voci nel canneto finalmente sboccano le compagne in due kayak e una canoa. Insieme a Colleen, Roberta e Cristina troviamo anche Claire e Diana S. (chiamata anche Nadia) e Vittorio, la nostra guida per la giornata. Attraversiamo la laguna in direzione di un approdo sullo scanno, dove lasciamo le barche e raggiungiamo la spiaggia passando vicino ad un bellissimo vecchio casone di pesca rivestito completamente di canna. Sulla spiaggia lato mare, immaginate che cosa facciamo? Via canottiera e gonnellina e ci tuffiamo.
Dopo il bagno rimescoliamo gli equipaggi (degne di nota Pocahontas e Sacajawea in canoa, note ai più come Luana e Marzia, e Cristina sulla poppa della caorlina). Tutti insieme ci dirigiamo verso un passaggio dalla Laguna sul Po di Pila in direzione del faro di Pila. Risaliamo il fiume per alcuni  metri per passare alla prossima laguna di Batteria in realtà, fino a pochi anni fa, un’isola, ora allagata.  Il caldo era talmente tanto che ai pesci sembrava no le nostre barche un’alternativa valida all’acqua della laguna temperatura brodo. Seguono discussioni “teniamoli per la cena!” contro “Poaretti lasciamoli vivere!” (vincono le ultime …). Salutiamo Vittorio e le sue canoe.

Vittorio libero

Ci lascia anche Alessandra che deve tornare a Venezia; siamo tutte tristi, lei ancora più di  noi perché per lei questa avventura ormai è finita …

Pranzo nel cassone di pescatori

Leghiamo bragozzo e barche a remi a un casone vicino al porto pescatori di Pila, dove ci aspetta l’ormai solito ma sempre splendido pranzo. Una piccola avanscoperta esplora poi il porto e il bar. Chiediamo anche rifornimento di ghiaccio agli operatori del mercato. Tra loro il nostro motto (un Po … di donne) crea ilarità, (“ma quante donne siete?”) e alla richiesta quanto dobbiamo per il ghiaccio che ci danno, chiedono intanto tre donne, per poi accontentarsi di un euro (che sarebbe un giudizio sul nostro valore “di mercato”?).

Salutiamo nuovamente il bragozzo (instaurando il ponte radio via VHF per non sentirci sole), che prosegue via mare fino al Po di Maistra mentre le barche a remi si dirigono verso Nordovest all’ interno della Laguna di Barbamarco. Intravvediamo il bragozzo dall’interno della laguna attraverso la piccola bocca intermedia, ma continuiamo entrambe per la nostra rotta. Alla fine della laguna il passaggio si fa difficile per lo scarso fondale. Il canale attraverso l’ultimo canneto della giornata è particolarmente stretto, ma Claire sopra la poppa si destreggia abilmente e a tratti voga anche da sola (proprio da Caorlotta). Il sandalo riesce a fare un proprio slalom tra le curve strette del canneto, scivolando a seconda, ma la caorlina che ha più abbrivio si appoggia più volte alle canne. Poco prima della fine del canale incontriamo un ostacolo, un tronco d’albero incastrato tra le canne barra completamente il canale. Il sandalo riesce parlarlo nella parte bassa sfruttando l’abbrivio, ma prima che la caorlina possa fare altrettanto, si avvicina il nostro eroe del giorno. Un po’ di gnocco che ci passa e con la sua barca rimuove l’ostacolo, per poi fuggire verso ovest.
Arrivate sul Po di Maistra, cerchiamo il contatto con il bragozzo per scoprire che stiamo disturbando un allegro bagno in mare (in realtà volevano convincerci che si trattava di controllo strumenti e manutenzione ordinaria della carena, nonché attività per il risparmio idrico, ossia  risciacquo stoviglie). Indecise tra raggiungerle e aggiungerci al bagno e continuare verso la meta della giornata, il rifugio di Boccasette. Vince la stanchezza e la consapevolezza che il percorso che ci aspetta, ancorché breve, è a “contrarion” (da corrente di fiume e marea calante).

arrivo a Boccasette

La nostra fatica viene attenuata dalla visione entusiasmante degli uccelli in volo, questa volta uno stormo di Cavalieri d’Italia e poi un gruppo di anatre. La visione ha però un ché di nostalgico perché si tratta delle loro prove generali per la migrazione verso sud, e con ciò della fine dell’estate (anche se le temperature autunnali ci sembrano un miraggio quanto una granatina al limone).
Arriviamo al pontile di Boccasette (paese con il solito campanile su rotaie che al nostro procedere viene spostato sempre più in lontananza …). Sul pontile ci aspetta Claudia Corò, arrivata in macchina poco prima.

Cena nel rifugio del Parco a Boccasette

Ci attende un rifugio accogliente e caloroso (avremmo preferito fosse un po’ meno caloroso ….)  Il giornale ci informa che temperature persistono abbondantemente sopra la media stagionale e che la provincia di Rovigo ha la (per noi triste) bandiera della più calda del Veneto. Concludiamo la giornata con una cena allegra e poi a letto con il ventilatore a manetta.

Previsione di marea nel Delta del Po

Previsione di marea

Previsione di marea nelle vicinanze del Delta del Po

Ciao Donne,

Ecco qui una previsione del livello d’acqua nelle vicinanze del Delta del Po. Utilizziamo la previsione fatto dal CNR con il sistema Kassandra (nomen est omen???). Non mi fiderei troppo del livello assoluto, perché il livello e’ quello in mare aperto, vicino alla foce. Non conosco la dinamica interna del delta. Ma un’idea vi dovrebbe dare.

Aggiornerò la previsione nei giorni seguenti. Buona vogata.

Georg

 

Ecco una nuova previsione per i prossimi giorni. Non vi invidio per il caldo che fa.

Georg

seconda previsione

Seconda previsione di livello nel Delta del Po

Lunedì 22 agosto: Oggi riposo!

La nostra casa per un giorno!

Nella casa di Emmaus di Bollani ci prepariamo a passare una giornata di relax per poter affrontare le prossime sfide. Prima impresa della giornata consiste nel fare andare la lavatrice: dopo esserci impossessate della lavanderia (ossia stanzetta privata di Diana F.), mettiamo un programma a caso e ci meravigliamo che non parte. Le mani di fata di Sibylle però sono riuscite a farla finalmente partire: domani vogheremo nuovamente con abiti puliti (per la prima mezz’oretta). La colazione è stata assicurata dall’intervento di alcune che hanno impedito Marzia di fare un Nutella Party notturno.

Ci viene a trovare Maria, responsabile dell’ostello, e ci racconta di averci viste alla televisione. Ci fa mille complimenti e ci chiede se siamo da maritare, e alla nostra contro-domanda “ma ci sono begli uomini qui?” ci risponde, “no sono tutti …”, la sua è una osservazione non propriamente positiva, ma noi finora abbiamo incontrato uomini e donne gentili e disponibili. La stessa Maria ci porta dell’uva fragola dolce e profumata raccolta nel suo giardino e poi, non soddisfatta, ritorna con una terrina di “pummarola” salsa di pomodoro preparata la mattina insieme al marito e fatta bollire come si deve, per delle ore con carote, sedano, sale e un pizzico di zucchero per togliere l’acidità. Maria si siede con noi, mentre finiamo la nostra colazione, è partecipe entusiasta al nostro viaggio, ci incoraggia, racconta e detta ricette divertita e divertendo. Suona il telefono, chiama Radio Base per l’intervista quotidiana: facciamo un riassunto dei tre giorni trascorsi in viaggio e per un momento ci torna la voglia di ripartire …ma no, fa troppo caldo anche se sono solo le dieci del mattino. Passiamo il resto della mattina all’ostello a discutere sul programma della giornata in corso e sull’organizzazione dell’itinerario del giorno dopo. Abbiamo molti dubbi: il caldo, le secche sui rami e le lagune del Delta più vicine al mare, i luoghi che vorremmo visitare, ma che non devono sommare chilometri e fatica a quella che dobbiamo già affrontare.

Maria ci racconta della vita a Bollani

Giunge l’ora del pranzo, non abbiamo deciso gran che: l’ipotesi di fare un giro con il bragozzo fino al Bacucco e a Gorino Ferrarese è allettante, ma non quanto l’idea di un piatto fumante di pasta con il sugo di Maria. Siamo sempre indaffarate: chi stende la biancheria, chi lava i piatti, chi aggiorna il blog, chi scarica le foto, chi conferma presenze, appuntamenti e prenotazioni per i giorni seguenti. C’è Colleen, fisioterapista, che cerca di rimediare a contratture e muscoli indolenziti distribuendo consigli e fasciature. Le donne vivono in costante attività e sempre in credito di tempo. Finalmente una pausa: il pomeriggio assolato sembra infine portarci a rallentare… mezz’ora. Poi arriva in bicicletta Vittorio, guida naturalista e profondo conoscitore del Delta e tutto il lavorio riprende all’istante: dobbiamo decidere il programma per il giorno dopo, la sua proposta è di visitare la laguna del Basson, uno dei luoghi più caratteristici e suggestivi del Delta attivo. Decidiamo che il bragozzo a motore e le barche a remi domani mattina seguiranno due percorsi diversi, il bragozzo navigherà lungo il Po di Tolle e il Po della Pila fino alla località omonima dove Vittorio porterà le canoe per consentire a questo gruppo di raggiungere le barche a remi che attraverseranno la laguna del Canarin e la Busa di Scirocco per poi attraversare il Basson fino a Scano Boa.

Radio Base ci chiama

Torna Maria con un canestro di fichi raccolti dal marito Sergio appositamente per noi. E’ l’ora di fare una passeggiata prima di cena, ci incamminiamo sopra l’argine che sovrasta Bonelli e il Po di Tolle, verso il paese di Scardovari, oltre il ramo del fiume estesi canneti si sono ripresi l’isola della Tenuta Dacco coltivata fino all’alluvione del ’66. A Scardovari, il porto peschereccio sul fiume aggiunge una nota d’acqua al paesaggio coltivato delle terre di bonifica.

C’è chi compera un’anguria dal fruttivendolo del piccolo paese, ma camminare a ritroso per tre chilometri, con 15 chili in mano, è impresa ardua anche per chi vive a Venezia ed è abituata a lunghi percorsi pedonali e nel caso specifico anche a remi o per chi lo volesse utilizzare come palestra per aumentare la massa muscolare. “A che ora passa, l’autobus? Forse possiamo fare l’autostop, o portare l’anguria a turno..” queste riflessioni a voce alta sollecitano Luigino, il fruttivendolo, a caricare anguria e donne e riportarle all’ostello, ed è così che scopriamo come la notorietà del gruppo e dell’impresa di Un Po … di donne sia arrivata anche a Scardovari. Energia delle donne e curiosità per un viaggio insolito: è bello sentire intorno a noi tanta simpatia.

Cosa c’è per cena questa sera? Ancora un menù eccezionale, ma con la capitana Cristina in cucina non avevamo dubbi in merito: aperitivo, gnocchi di zucca, formaggio, patate bollite, peperonata, prosecco e birra. La tavola è addobbata con tocchi di colori: fiori, frutta e chiacchiere in allegria.

Questa sera prepariamo i bagagli per spostarci a Boccasette. È bello ripartire, ma un po’ dispiace lasciare questo posto che abbiamo riempito di disordine e voci, di gesti quotidiani e premure, di discussioni, riflessioni, e racconti di vita.

Dobbiamo andare a dormire presto dopo aver caricato la barca di acqua, domattina sveglia alle 6.

Domenica, 21 agosto 2011: verso il mare

La giornata inizia con una camminata di ca. 5 km, sotto il sole cocente e sull’asfalto rovente nonostante l’ora mattutina. Visitiamo il Museo della Bonifica di Ca’ Vendramin che testimonia la storia del territorio del Delta, divenuto area agricola solo dopo importanti bonifiche ed interventi di ingegneria idraulica . La guida Mara è proprio brava, ma già dopo mezz’ora dobbiamo salutarla, per tornare alle barche e poter finalmente continuare il nostro viaggio.

camminata sotto il sole

Partiamo alle 11:20, tornando sulle nostre remate risaliamo il Po di Venezia per raggiungere il bivio del Po di Gnocca. Il caldo diventa quasi insopportabile, al punto che il tracciato della rotta viene determinato dalle increspature sull’acqua in cerca della brezza: altro che Paul Cayard! Ma eroicamente resistiamo anche all’offerta di un gruppo di turisti in riva che ci vogliono sporgere alcune lattine di birra fresca: quanto li abbiamo rimpianti dopo (non i turisti, le birre!).

Il pilotaggio della caorlina è diventato un lavoro di team tra Lucia (poppa) che non vede ma sente e determina la direzione e Valentina (sentina) che non sente ma vede e le dice dove andare. Inoltre provvede all’allarme tafani. Il sistema funziona alla perfezione e nessuna viene punta. Il Po di Gnocca o della Donzella è sinuoso e verde sulle sponde, ogni tanto si intravedono gli argini oltre i quali spuntano rari tetti di edifici dei piccoli paesini delle Isole di Ariano Polesine e Donzella: Polesinello, Gnocca, Oca Marina, Ca’Lattis, Gorino Sullam, Santa Giulia. Il silenzio è totale e la pace regna. Gli aironi si involano al nostro passaggio e le libellule danzano tra i nostri remi.

preparativi per il pranzo

Alessandra, Colleen, Roberta e Cristina ci hanno preparato un pranzo sontuoso, e appena trovato un approdo con uno spiazzo erboso abbiamo creato un déjeuner sur l’herbe. L’unico motivo a riprendere il viaggio nelle ore più calde è il pensiero ai chilometri restanti della tappa giornaliera. Ma un’inaspettata e piacevolissima brezza marina ci ha incoraggiato a ripartire con brio.

Quando in lontananza abbiamo avvistato il ponte di Barche della Polesella sono cominciati momenti di stressante angoscia: si aprirà o no, -dovevamo avvisare-passerà il bragozzo- dovremmo tornare indietro-? La presenza dell’uomo con il gilet arancio ci ha fatto tirare un sospiro di sollievo – il ponte si apre a sinistra dopo aver scoperto che funi metalliche avrebbero ghigliottinato Sibylle e Valentina se non avessimo lanciato urla e gesti concitati. Proseguiamo verso la foce del Baccucco e lì ci dobbiamo separare dalla nostra chioccia barca appoggio e cerchiamo di attraversare la Sacca di Scardovari. Vuoi la secca, vuoi fondali variati rispetto alla nostra cartografia ci costringono a variare il percorso ed, impavide,dirigerci verso il mare.

Rientriamo per la bocca del Po di Tolle e prendiamo fiato attaccate ad una stazione di servizio. L’ultimo pezzo fino al ostello Bonelli si percorre tra i canneti aver passato un altro ponte per pedoni.

Arriviamo a Bonelli alle ore 19:19. Dopo la cena dobbiamo salutare Katarina, che ci lascerà all’alba per tornare a Venezia. Ci mancherà!

Sabato 20 agosto 2011: finalmente sul Po!!!

Sabato 20 agosto 2011

Partenza da Chioggia alle 7:55, per incontrare finalmente il Po. Prima di raggiungerlo dovevamo però passare tante chiuse tanto da sembrarci che fossimo pronte per il patentino di navigazione interna! Prima tappa a Cavanella D’Adige, dove ci attende il personale dei servizi territoriali, che ci da modo di ormeggiare le barche e ci fa vedere la sala di commando per il controllo delle chiuse della zona. §In questa maniera ci accorgiamo che da lì ci osservano, grazie a un certo numero di videocamere presenti in ogni impianto. La decisione di vogare in costume (ehem, rigorosamente con colori sociali!) acquista così un aspetto ancora più pittoresco.

Il motivo per la tappa era però un altro, avevamo appuntamento con Nadia, una guida naturalistica che ci ha accompagnate a visitare il Bosco Nordio, un’area naturalistica di tutela integrale. Ci ha mostrato un bosco litoraneo cresciuto su antiche dune, in uno stato naturale, senza interventi umani se non per la salvaguardia di alcune specie. L’area serve inoltre a tutelare alcune specie del luogo, soprattutto le testuggini palustri e terresti e i pelobates, una specie di rospo molto rara.

Tornati alle barche ci aspettava un canale rovente, sotto un sole cocente: anche le barche scottavano sotto i nostri piedi e l’acqua spruzzata per raffreddare evaporava all’istante. Ci siamo riparate, anche per pochi secondi sotto l’ombra dei ponti. Pausa pranzo invece a riparo di una vecchia stazione di servizio, supportavamo anche l’odore di gasolio pur di stare sotto una tettoia! Ristorate da un’ottima pasta fredda preparata da Cristina e dall’immancabile formaggio imbriago, siamo ripartite alla volta dell’ultima chiusa della giornata, quella di volta Grimani.

E poi finalmente, alle ore 15:15 si sono aperte le porte verso il maestoso fiume!! il paesaggio che ci si offriva era imponente, con un verde fitto che accompagna gli argini, ma la prima (piccola) delusione: il vento, pur rinfrescante, ha cancellato quasi completamente l’effetto della corrente favorevole.

Un imprevisto: ci accorgiamo in caorlina che tocchiamo il fondale con i remi, in mezzo al fiume. Sicuramente una sacca di sabbia, ancora prima di poter avvertire il bragozzo del pericolo, ci accorgiamo che è già incagliato. Ci sono voluti cinque minuti e l’intervento di diversi remi prima di poter riprendere il viaggio. Dopo questa avventura guardiamo con nuovo interesse la segnaletica lungo gli argini, e ci promettiamo di informarci meglio …

Ansa dopo ansa ci si apre davanti il paesaggio del fiume ma aumenta anche il nostro desiderio di raggiungere la nostra meta.

Alle 17:30 finalmente siamo davanti al pontile di Ca’Tiepolo. Solita frenesia per sistemare le barche, anche se un po’ frenata dalla stanchezza generale. Ultimo punto del programma della giornata: ci aspetta il Vicesindaco e l’unica assessore donna del Comune, per darci il benvenuto e presentarci il territorio del parco del Delta. Spritz offerto dall’amministrazione Comunale e pizza tra di noi.

Di nuovo siamo ai saluti, ci lascia Claudia che deve tornare nella sua Caorle.