martedì 12 agosto Kings Lock – Newbridge

Dopo una colazione “fusion” con caffè italiano, te inglese e tanto yogurt con muesli ci prepariamo per partire. Aspettiamo Sue e Pauline, due socie della City Barge che oggi vogheranno con noi. Arrivano sulle loro bici e invece di caricarle sulla barca,

MAG_6709Luana e Anna decidono di pedalare invece di vogare: lungo il fiume esiste un percorso di alzaie, così loro due riescono a fare un percorso quasi identico al nostro. Alla prima chiusa ci raggiungono entusiaste: paesaggi che sembrano da favola, con piccoli villaggi e case con tetti in canna palustre, un castello… noi procediamo a remi, tra le rive verdi e in mezzo ai campi, e vediamo solo qualche casa o chiesetta in lontananza.  Cristina con il narrowboat ci segue a distanza, per ritrovarci tutte alla prima chiusa. Quando, passando la chiusa, Cristina riaccende il motore, l’allarme della temperatura del motore continua a fischiare: spegniamo il motore e chiamiamo i proprietari del narrowboat: dopo una breve descrizione del problema ci mandano un tecnico, che arriva dopo poco: trova un tubo forato e il serbatoio dell’acqua da raffreddamento vuoto: insomma, se non ci fossimo fermate, sarebbe stato un bel guaio. brava la nostra Cristina!
Ma non è l’unico guasto: si è forata anche la bici di Pauline, e non ha portato gli attrezzi per riparare la camera d’aria… trovare un meccanico di biciclette in mezzo alla campagna inglese sembra un’impresa impossibile, invece non lo è: Pauline trova in internet un servizio di riparazione mobile che fornisce assistenza dove serve, grandissima idea. Il meccanico Luca, sorridente e pratico, arriverà poco dopo a quello del motore. Nel frattempo noi ripartiamo, ma abbiamo ormai perso tanto tempo e questo ci costringe a rivedere i nostri piani per la giornata: non riusciremo ad arrivare oltre New Bridge, un ponte con un Pub consigliato dalle guide La Rose Revived.
Ormeggiamo tra un naMAG_6714rrowboat e una barca sportiva ed entriamo subito in contatto con le famiglie che ci vivono, incuriositi dalle strane barche a remi su cui viaggia una banda di donne….
approfittiamo del pub per salutare Pauline e Sue con un bicchiere di birra, prima che loro rientrino a Oxford in bici. Le aspetta almeno un altra ora sui pedali, bravissime dopo una giornata di voga!
Noi teniamo la cucina chiusa e ceniamo al Pub.

Lunedì 11 agosto da Jericho, Oxford a Kings Lock

Lunedì: inizia il nostro viaggio a remi. Facciamo i bagagli e ci dirigiamo verso la “boathouse” nella quale la City Barge ricovera le sue barche. In sei prendiamo in consegna i tre sandoli che utilizzeremo per il nostro viaggio. Risaliamo il Tamigi lungo l’abitato di Oxford e ci infiliamo nel canale dove si trova il cantiere con la nostra houseboat che qui chiamano narrowboat, perché lunga e stretta. All’inizio del canale, troviamo la prima chiusa da azionare autonomamente, applicando tutte le istruzioni ricevute da Richard e gli altri. Fortunatamente si palesa lui poco dopo, perché alle prese con cremagliere e pinnacoli rossi e bianchi non siamo proprio sicure di aver applicato la giusta procedura. Dopo alcune centinai di metri, lungo le banchine del canale, vediamo alcune narrowboats, e tra esse la nostra “Brasenose”, la barca che ci ospiterà durante il viaggio: una barca  stretta (meno di tre metri) e lunga 22, utile ad ospitare le 14 vogatrici. I proprietari del cantiere si avvicinano e guardano con curiosità le nostre barche a remi: non avevano mai visto barche alla veneta e non avevano idea di quanto spazio avrebbero necessitato per la sosta. Spostano un narrowboat più piccolo per creare lo spazio utile a ormeggiare le tre barche, un po’ preoccupati che il vento non le sposti verso il centro del canale ostruendo il passaggio: molti canali sono larghi poco più di due “narrowboats”.

MAG_6693Il tempo di fare la spesa, salutare Richard e iniziano le lezioni: la prima per quelle che saranno responsabili della lunga barca: la capitana Cristina, e le sue assistenti Elaine, Colleen, Sybille e Maggie, scelte essenzialmente per le loro capacità …linguistiche. La seconda per tutte le utenti della barca: come funzionano acqua, gas e i servizi del nostro “ostello galleggiante”, che dispone di due bagni e 12 letti. I proprietari ci danno anche alcuni consigli su dove ci si può legare di notte e piantare la tenda e informano gli addetti delle prime chiuse del nostro arrivo.

MAG_6694Verso le tre e mezza finalmente si parte, prima i tre sandoli, che passano la chiusa insieme e procedono verso il fiume.  Mostriamo alle altre i prati comuni e il bellissimo paesaggio di pascoli con alberi e siepi, lungo il fiume. La narrowboat parte dopo con a bordo, oltre Cristina, anche un tecnico per la lezione di guida in viaggio per Cristina, che risulta “solo” un tantino preoccupata per la lunghezza (e il peso) del barcone. Il tecnico ci accompagna fino al Kings Lock, il posto dove passeremo la notte.

Procediamo vogando e aspettiamo il narrowboat alla prima chiusa: questa volta i tempi di viaggio sono dettati dalla velocità della barca a motore, non dalla forza delle nostre braccia. Molte delle chiuse sul Tamigi sono servite dal personale dell’Agenzia per l’Ambiente Inglese, così impariamo piano piano sotto la guida dei “Lockkeeper” come azionare le saracinesche che regolano il flusso d’acqua e gestire al meglio la presenza del narrowboat con a fianco tre barche leggere di legno.

Alla seconda chiusa Kings Lock ci fermiamo e ormeggiamo la barca per la notte. il posto di ancoraggio è gestito dal Lockkeeper, e chiediamo a lui il permesso anche per montare una tenda: Richard ce ne aveva prestato una, considerando che eravamo due donne in più dei posti letti disponibili nella nostra casa galleggiante. Nonostante la presenza di diverse scouts e campeggiatrici scafate (Marzia, Maggie, Luana, Sybille) sono necessari almeno tre tentativi di comporre aste, lacci, tende interne ed esterne per assicurarci un ricovero per la notte. Alla fine ci troviamo davanti ad una tenda da circo: immensa, di dimensione familiare, così che qualcuna si preoccupava che in due non si riesca a riscaldarla a sufficienza con il proprio calore, visto che il vento nel frattempo è rinfrescato. (Preoccupazione superflua considerata la qualità dei sacchi a pelo che Richard ci ha prestato). Risotto di ortiche, squisito, e tante ciacole e scherzi sono il condimento della nostra serata.

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Domenica 10 agosto – Turiste a Oxford

MAG_6672-ModificaFinalmente troviamo le prime delle nostre compagne di avventura, Orietta, Luana, Colleen; in otto andiamo alla scoperta di Oxford, che nei giorni precedenti avevamo vista essenzialmente dall’acqua. Visitiamo alcuni dei colleges storici con bellissimi cortili e giardini.

MAG_6670La città consiste, così ci pare, essenzialmente di colleges, con qualche casa privata in mezzo – sarà che non ci siamo mosse molto dal centro e il tempo a disposizione non era tantissimo.

Per la sera siamo invitate a un ricevimento (cocktail) che Juliette e Roger hanno organizzato per tutti i soci del City Barge. Incontriamo molti dei soci che avevamo già visti nei giorni precedenti, e passiamo un’oretta allegra in una casa bellissima, con un giardino fiorito e accogliente e un piccolo tesoro nascosto nel garage: una bellissima barca a remi, in legno, con la quale il padrone di casa (con altri soci) ha già attraversato la Manica.MAG_6676

Dopo un po’ ci muoviamo verso il Rose & Crown, un pub che si trova poco distante dalla casa di Juliette e Roger. è la base sociale del City Barge. Mangiamo infatti al tavolo dove, circa venti anni prima, è stata fondata la loro società.

MAG_6690Purtroppo non siamo ancora al completo – l’ultimo gruppetto di amiche veneziane, che sarebbero dovute arrivare nel pomeriggio della domenica, ha vissuto una partenza travagliata, con ritardi e continui spostamenti del loro volo e con tutti gli ingredienti di un’avventura del genere: scarsa informazione sulle prospettive di partenza, un pasto e un panino offerto dalla società aerea e 11 ore passate nell’aeroporto di Venezia.

Marzia, Lucia, Cristina, Giovanna, Michela arrivano a Oxford nel cuore della notte, molto stanche e in tensione. Ma questo non impedirà al gruppo di mantenere il programma e partire come previsto.

Venerdi 8 e Sabato 9 Agosto, lezioni di voga e gita sociale del City Barge

Dopo un venerdì di lezioni per alcuni membri (soprattutto donne) del Club City Barge che volevano approfittare della nostra presenza per perfezionare lo stile (già buono) di voga, il sabato Sybille, Alessandra, Anna, Nancy e Maggie partecipano a una gita sociale. Prima sul fiume Cherwell: ci si arriva, dopo tante anse e curve, rami da spostare o da evitare e soprattutto dopo tanti scorci bellissimi sul centro di Oxford e i suoi magnifici edifici storici dei College, fino ad uno sbarramento: impossibile utilizzare lo scivolo per le barche con i sandoli, perché  il passaggio sui rulli è limitato da barre di ferro ed è troppo stretto, chissà quale transoceanico altrimenti sarebbe passato…MAG_6635
Tornando indietro verso il Tamigi, facciamo slalom fra i rami degli alberi e tante barche, poichè nel frattempo si sono svegliati anche i  noleggi dei punting boats. Molte barche sono spinte da turiste cinesi che, così come a Venezia non possono mancare il giro in gondola, non possono lasciare Oxford senza aver provato l’ebbrezza di aver navigato spingendo con una pertica queste barche piatte e larghe.
Voghiamo con equipaggi misti, le veneziane sparse tra i membri del club di Oxford, che ci spiegano essere l’unica società di voga veneta nel Regno Unito. Di conseguenza, alcuni soci e partecipanti alla gita hanno fatto parecchia strada per venire a Oxford, qualcuno viene addirittura da Londra. Siamo partiti con sei barche, inclusi un gondolino e uno sciopon, praticamente il parco barche di voga veneta presente nel Regno Unito. Vabbè, In Inghilterra c’è anche qualche gondola, quella di Richard al momento in riparazione, e qualche altra, sparse in poche città – insomma quello di oggi è un raduno di barche alla veneta impressionante, considerato il luogo.
MAG_6637Durante la giornata le barche si riducono a quattro, perché qualcuno deve tornare a casa prima. Noi  continuiamo risalendo il Tamigi: alla prima chiusa la prima pioggia della giornata, ma imitando i nostri amici, ci infiliamo giacche e pantaloni impermeabili e continuiamo il viaggio attraverso la chiusa per risalire il fiume. Poco dopo c’è di nuovo il sole, un’alternanza alla quale ci abitueremo nei prossimi giorni, come alle assicurazioni che questa estate sia stata straordinariamente calda (magari l’estate inglese sarà stata in ferie in Italia? perchè nel nostro paese l’estate di sole non si è vista).
MAG_6645DSCF0032Lasciamo dietro di noi le case di Oxford e attraversiamo un piccolo bosco per trovarci di fronte, improvvisamente, un prato vastissimo. Ci spiegano che si tratta di un prato di proprietà comune, che viene usato da una mandria immensa di mucche e cavalli. Dopo alcuni minuti ci fermiamo sulla riva opposta, leghiamo le barche per sederci in un  bellissimo pub, con tavoli sul prato sotto ai salici. Le italiane si siedono al sole, gli inglesi all’ombra dei salici con i tavoli accuratamente disposti per offrire le due opzioni. Dopo il pranzo torniamo presto alla meta, dato che il meteo ha annunciato pioggia per le quattro. (che poi si è fatta attendere fino alle sei MAG_6641e mezza…)
La giornata si conclude in un ristorante nel centro di Oxford con Richard e Pauline.DSCF0011 DSCF0024