14 Agosto: Turiste a Pirano

  

Cerchiamo di prendere sul serio il faticoso mestiere del turista e partecipiamo al completo alla visita guidata per il centro di Pirano offerta da Amalia e Milka. Poi così difficile non è perché la storia di Pirano raccontata da loro e i posti bellissimi nascosti nel centro hanno catturato tutti.


Dalla chiesa di S.Giurgio godiamo di un panorama splendido con una vista sull’Adriatico fino a Monfalcone, Koper e la Croazia dall’altra parte.

Ultima chicca della visita: il museo multimediale della città con un filmato in 3D sulla storia della città dai tempi della preistoria fino ad oggi.

Di sera siamo un po’ meno turiste: ma invitate al club velico Pirat, dove le nostre amiche ci aspettano con un tavolo pieno di cibi cucinati da loro: tutti buonissimi e noi mangiamo e beviamo in grande allegria.

Culmine della serata il racconto della regata che hanno fatto recentemente in Dalmazia, coinvolgendo anche Orietta: che brave, sono arrivate terze e hanno vinto un formaggio buonissimo, ma guardate il racconto di Orietta su come ha affrontato i remi locali, “leggermente” più grossi dei nostri:

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13 Agosto: arrivate/i a Pirano

In attesa della partenza

Sabato 12 agosto, tre giorni dalla partenza pianificata, l’equipaggio si incontra al punto di partenza, il porto di Pirano. Il primo sguardo verso il bacino, dove galleggiano una a fianco all’altra, le nostre due caorline. Le avevamo caricate in camion giovedì a Mestre, e le nostre amiche Piranesi le avevano accolte nella loro città, sistemando remi, forcole e attrezzature.

Il secondo sguardo va verso le tre barche a vela, che hanno attraversato l’Adriatico in due giorni, con tappa a Caorle e sono arrivate alcuni minuti prima del gruppetto “viaggio in macchina” che ha raggiunto Pirano in meno di 4 ore. L’autorità portuale ha riservato dei posti per le tre barche a vela che ci accompagneranno per la traversata, altrimenti sarebbe stato difficile trovare posto nel weekend del 15 Agosto…

Non ci resta che dedicarci al turismo, cominciando con un bagno nelle acque limpide del mare e concludendo con una mega cena di pesce. Non solo turismo però, alle 7:30 di mattina ci aspetta un allenamento con tutte: le due caorline che escono ben due volte per un giro largo nella baia, siamo veramente tante!

Martedi 30 agosto: il est temps de dire au revoir, chers amis.

Alle 9 abbiamo appuntamento al treno, partiamo. Ci aspetta nuovamente Brigitte a Nantes per terminare il giro in città. Prima il mercato, poi la cattedrale Saint-Pierre-et-Saint-Paul. La chiesa gotica è imponente e luminosa, la sua costruzione è durata più di 450 anni, dal 1434 al 1891, Fra i numerosi simboli e opere d’arte, all’interno della cattedrale si può ammirare il monumento funebre del duca Francesco II di Bretagna e della moglie Margherita di Foix, realizzato all’inizio del XVI secolo da Michel Colombe e Jean Perréal, capolavoro della scultura francese. E’ decorato dalle statue dei dodici apostoli e da quattro figure femminili, che rappresentano le virtù cardinali: forza, giustizia, prudenza e temperanza. La cattedrale ci viene illustrata da un appassionato giovane dell’associazione culturale Amici di Nantes. Oltre a parlare un ottimo italiano, è molto preparato e riesce a catturare la nostra attenzione.
Ci mangiamo un panino in un giardino in riva all’Erdre e poi salutiamo Brigite, ci dispiace lasciarla, ma ormai manca poco più di un’ora alla nostra partenza, solo il tempo per acquistare piccoli doni e poi recarci all’aeroporto.
Il est temps de dire au revoir, chers amis.

Lunedi 29 agosto: Nantes

Avevamo deciso di alzarci presto, ma nessuna di noi ha messo la sveglia. Alle 7,20 balziamo in piedi, dobbiamo far colazione, fare le valigie, pulire la barca e sbarcare alle 9. Per fortuna siamo state previdenti e tutte queste operazioni le abbiamo iniziate ieri sera. Ora dobbiamo finire i dettagli: pulire i bagni, svuotare il frigorifero e chiudere le borse. Siamo in perfetto orario, lasciamo tutte le nostre masserizie a casa di Elise e Dominique e prendiamo il treno per Nantes. Ci aspetta Brigitte per farci da guida. È molto gentile e premurosa, ha pensato a un itinerario per farci scoprire la città e la sua storia.
Nantes infatti era la capitale del Regno e del Ducato di Bretagna, prima della sua annessione alla Francia, ed è una città ricca di monumenti. Sorta alla confluenza dell’Erdre con la Loira, a pochi chilometri di distanza dall’Oceano Atlantico, è una città dinamica, che ha saputo trasformarsi e innovarsi. Fu uno dei porti principali francesi e a partire dall’Ottocento, dopo l’ abolizione della schiavitù, si sviluppò come centro industriale. A l’Île de Nantes, dove un tempo sorgevano i cantieri navali, spostati a Saint Nazaire alla fine del 1900, ora si trova un parco pubblico, ridisegnato conservando i segni dell’antica funzione, un interessante centro culturale e universitario. Qui si possono vedere “Les Machines” un parco divertimenti tematico, dove un gruppo di meccanici-artisti ha costruito delle macchine fantastiche ispirate ai racconti di Giulio Verne, nato proprio qui, a Nantes. Il servizio di trasporto pubblico della città ha ripristinato il collegamento in battello delle due sponde della Loira. E noi ne approfittiamo per visitare il vecchio quartiere dei pescatori con le viuzze strette e le casine colorate come a Burano. Passeggiamo poi nella città vecchia, dove i palazzi più antichi sfilano accanto a quelli più recenti. La guerra ha distrutto Nantes e molte zone non si sono potute recuperare. A piazza Graslin entriamo alla Brasserie La Cigale per un caffè. E’ un ristorante elegante e decorato con maioliche di fine ‘800, da non perdere.
Poi la galleria nel centro. A sera torniamo a Sucé e Catherine, Dominique, Elise con Edgadr e Victoire, Philippe e Isabelle si uniscono a noi. L’ultima cena sull’Erdre è piacevole e siamo proprio felici di poter ricambiare con questo invito, almeno in parte, la loro gentilezza. Ci facciamo promettere di venire a trovarci a Venezia. Gerard, Therese, Joseph, Carole, Alain, Loch e tanti altri amici li abbiamo salutati nei giorni precedenti.
Si, è stato un viaggio molto particolare dal punto di vista umano e questo ha trasmesso al gruppo un sentimento di benessere e gratitudine per questa esperienza.

Domenica 28 agosto: Lentement, doucement.

 

Finalmente senza orari, senza appuntamenti, senza programmi. Decidiamo di muoverci con l’houseboat, ma di evitare la ressa della città. Andiamo a Nort, ci godiamo ancora un giorno sul fiume, lontano dal frastuono della festa. La giornata è fresca e ventosa. Intanto salutiamo Daniela che torna a Venezia. Il distacco è sempre un momento di particolare intensità. In pochi minuti tornano alla mente frasi e immagini dei giorni trascorsi insieme, è difficile trasmettere alle altre l’affetto e la riconoscenza per quanto ognuna ha condiviso, dato e ricevuto.

Sei anni di viaggi sono sufficienti per fare delle considerazioni. La prima è che abbiamo vissuto sei esperienze indimenticabili. La seconda che abbiamo affinato ogni anno piccole soluzioni per evitare le tensioni. Quest’ anno per esempio Colleen e Orietta hanno preparato i turni di cucina, lavaggio piatti e sistemazione nelle stanze, e questo ha reso piú semplice l’organizzazione e la gestione delle giornate in barca. La terza è che ci sono venute almeno quattro nuove idee per altrettanti nuovi viaggi. Evviva!

Un pensiero particolare va a:

al Club Aviron che ci ha prestato le barche per il viaggio e soprattutto alle persone che ci hanno offerto la propria amicizia e ospitate.

A Claire che grazie alla sua predisposizione per la lingua francese ci ha coadiuvate nei primi contatti con il club bretone..

A Marzia per aver organizzato il viaggio superando le sue “incertezze” nella lingua francese e per averci coinvolte durante la serata al club di Sucé nei canti tradizionali veneziani, incurante dello sbigottimento dei nostri ospiti.

A Colleen per essersi assunta l’onere e l’onore di creare le coppie per la notte raggruppandoci per lingua e vietanoci al contempo di parlarla.

A Orietta per aver girato il cortometraggio più esilarante e rappresentativo del viaggio.

A Colleen e Orietta che involontariamente, istituendo i turni di cucina, hanno dato vita a una gara da “nouvelle cousine”.

A Nan che ci ha allietate con il suo “spirito” allegro e la sua competenza “alcolica” nelle serate di viaggio con cocktail e vini locali “molto fruttati”.

A Sibylle che con la sua proverbiale calma e dolcezza ci ha istruite nella guida dell’houseboat: “tanto è dotata di parabordi”.

A Maggie, la nostra donna del tempo, che ci ha richiamate alla realtà durante le nostre infinite colazioni e durante la siesta pomeridiana ricordandoci che anche se l’ acqua scorre le tappe del programma non sarebbero passate di li.

Ad Anna, regatante e istruttrice infaticabile, sempre pronta a dispensare consigli nella voga e nella vita…. condendo il tutto con battute e grande senso di (auto)ironia.

A Daniela riservata, timida e entusiasta vogatrice, sempre presente e pronta nella vita di gruppo, per essere riuscita a ridere divertita e sincera alle nostre battute.

A Michela la nostra nutrizionista in vacanza, complice di bisbocce e danze improvvisate, piena di rimedi naturali per i piccoli malesseri quotidiani.

A Luana per l’idea del viaggio, per aver tentato di farci ascoltare il tubare della tortora dal collare, il frullio dei passeri fra le fronde, la melodia dell’usignolo di fiume… fra uno scoppio di risate e l’altro.